La vastissima operazione anti-ndrangheta che, in mattinata, ha interessato la Calabria fa notizia a livello nazionale.
Più di 300 persone (leggi qui i nomi) sono state arrestate.
Il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, non a caso, ha definito “storica” la giornata per la Calabria.
Un risultato che, però, secondo quanto rivelato dal magistrato avrebbe rischiato di saltare. La motivazione risiederebbe in informazioni che sarebbero trapelate prima del dovuto. +
Fuga di notizie
«Il blitz – ha detto – era fissato per la notte tra giovedì e venerdì, ma una fuga di notizie ci ha fatto impazzire: rischiavamo di perdere tutto e abbiamo deciso di anticipare l’operazione di ventiquattro ore”.
Gratteri ha confidato di aver sperato che potesse concretizzarsi un giorno del genere, sin dal suo insediamento avvenuto a capo della Procura avvenuto nel 2016.
Risultati per i quali da trent’anni combatte, con una professionalità che ha scelto di mettere al servizio di una terra difficile come la sua Calabria.
Per la regione, infatti, Nicola Gratteri sembra avere grandi progetti. Almeno per quelle che sono le sue funzioni di tutore della legalità e di nemico numero uno della criminalità, soprattutto organizzata.
“Era – ha evidenziato – importante avere un’idea una strategia, un sogno, una rivoluzione. Ho pensato questo il giorno del mio insediamento: smontare la Calabria come un Lego e poi rimontarla piano piano. Era necessario fare sinergia, mettere a frutto l’intelligenza e la professionalità dei miei ragazzi, tutti magistrati giovani e straordinari”.





