La Corte costituzionale, in seduta pubblica, si si è occupata del ricorso relativo alla sospetta incostituzionalità della legge elettorale calabrese, , approvata da giunta e consiglio regionale di centrodestra nella precedente consiliatura in regime di prorogatio ed utilizzata per le ultime elezioni regionali del 2014 che hanno portato Oliverio a capo della Regione e eletto l’attuale Consiglio Regionale. Nella seduta odierna i giudici della Corte hanno dichiarato inammissibile per carenza di interesse il ricorso presentato dalla Democrazia Cristiana perché fosse dichiarata l’incostituzionalità della legge elettorale calabrese con la conseguenza della decadenza dell’attuale consiglio e di un ritorno alle urne per i calabresi. La Consulta, relatore Giuliano Amato, come riportano gli atti visionabili sul sito della Corte Costituzionale, ha oggi esaminato la legittimità dell’adozione, da parte di organo legislativo in regime di prorogatio così come era il consiglio regionale nel momento dell’approvazione della legge, di norme soppressorie di precedente norma regionale che faceva salva l’applicazione dell’art. 5, comma 1, secondo periodo, della legge costituzionale n. 1/1999 che prevede la nomina a consigliere regionale del candidato che ha riportato un numero di voti immediatamente inferiore a quello del Presidente eletto.
I giudici hanno anche esaminato il caso del ricorso di Wanda Ferro a cui è stato negato un posto in Consiglio regionale in base ad una particolare interpretazione della legge che ha permesso ad Ennio Morrone di sedere sugli scranni di palazzo Campanella. Sul caso Ferro vi è già l’ammissione del ricorso da parte della Corte Costituzionale a cui la Ferro stessa fu indirizzata dal Tar ritenendo la materia di competenza della Corte costituzionale e inviando gli atti alla Consulta. In conclusione il risultato della udienza pubblica di oggi è che il ricorso della Dc è stato dichiarato inammissibile mentre per tutti gli altri punti bisognerà aspettare gli esiti della sentenza che si conosceranno tra una trentina di giorni. Rimane sempre in bilico, dunque il destino della Giunta Oliverio e del consiglio regionale attuale. La Consulta soltanto potrà dire se tutto va bene oppure è tutto da rifare.
Calabria, legge elettorale: dal semplice ricorso della Ferro alla Consulta






