
e il ricco calendario di eventi che caratterizza l’estate taorminese. Avvocato di formazione e cinefilo di professione, la storia di Ninni Panzera è comune a molti di noi: nato a Palizzi (Rc), al termine del percorso di studi presso la Facoltà messinese decide, per amore e lavoro, di restare dall’altra parte dello Stretto e avvicinarsi al mondo della settima arte trasferendosi, quindi, a Taormina. Di qui l’appartenenza alle tre patrie. Autore di alcuni volumi a sfondo cinematografico, negli occhi di Panzera brilla ancora la scintilla che fece scoccare l’amore per il mondo incantato della macchina da presa. “Ricordo ancora benissimo quando da bambino insieme a mio padre, al cinema di Palizzi, aprii la tenda e venni introdotto a questo mondo meraviglioso dove un fascio di luce creava immagini sullo schermo. Ne sono rimasto letteralmente stregato”. In questi giorni di Film Fest le vetrine della città lo celebrano con il volume da lui curato: “Il cinema sopra Taormina – Cento anni di luoghi, storie e personaggi dei film girati a Taormina” un viaggio che ripercorre la storia della cittadina ciak dopo ciak. Negli anni il cinema ha conosciuto mutamenti e sconvolgimenti sia nel linguaggio che dal punto di vista tecnologico, ma il vero cambiamento, come Ninni Panzera sottolinea con non poca amarezza, si è vissuto sulla carta stampata. “I quotidiani fino a qualche anno fa presentavano sempre recensioni cinematografiche, si scatenava una gara per portare i critici al festival. Con la nostra stagione eravamo presenti praticamente per tre mesi consecutivi su tutti i giornali, adesso questo tipo di attività è letteralmente sparita. Oggi si leggono solo i pezzi di colore, è di moda un certo disimpegno, e i giornali di conseguenza non svolgono più la loro funzione di orientamento ma si limitano a riportare al lettore il piccolo scoop.” Ninni Panzera, inoltre, tiene a sottolineare con orgoglio il carattere formativo del cinema che all’interno del Taormina Film Fest trova spazio con il Campus riservato ai giovani cinefili. “Il nostro pubblico di riferimento è prevalentemente giovanile, infatti, contrariamente agli anni cinquanta e sessanta quando il cinema era quasi riservato agli adulti, andando avanti con gli anni la soglia si è schiacciata. Di conseguenza per la sopravvivenza di un festival storico come il nostro è necessario scommettere ed andare a coltivare le future generazioni. Inoltre, grazie al campus da noi organizzato, centinaia di ragazzi hanno la possibilità di entrare in contatto con mostri sacri del cinema, come è avvenuto qualche giorno fa durante l’incontro con Terry Gilliam.”. Prima di salutarci il pensiero di Ninni Panzera torna, quasi malinconico, al mare di Palizzi e allo stupore, incantevole, di quella prima volta al cinema.




