di Grazia Candido – “Area Naturale e biodiversità nella Città Metropolitana di Reggio Calabria”. Si è parlato di questo e tanto altro, questo pomeriggio all’E-Hotel durante il convegno organizzato dall’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte e al quale hanno partecipato esperti del settore insieme al direttore Epna Tommaso Tedesco, ai presidenti del Parco Nazionale Pollino Domenico Pappaterra, della “Comunità Parco” Giuseppe Zampogna, dei “Comuni dello Stretto” Roberto Vizzari e all’ “anima” dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte il presidente Giuseppe Bombino. Un dialogo aperto e costruttivo tra professionisti, moderato dalla responsabile della comunicazione Epna Chiara Parisi, nel quale come ha evidenziato il direttore Tedesco è stato messo in luce “il Parco Nazionale dell’Aspromonte che racchiude e conserva l’importante patrimonio naturalistico, storico, architettonico ed antropologico e caratterizza l’estremità meridionale della Regione inglobando l’area aspromontana dell’ex Parco nazionale della Calabria”. “Attualmente – continua Tedesco – l’area protetta del Parco si estende per circa 66 mila ettari che comprendono i territori di 37 Comuni, tutti ricadenti nella Provincia di Reggio Calabria. Il nostro è un parco da scoprire nella miriade di elementi identitari che lo caratterizzano. E’ un fascinoso mosaico formato da 37 tasselli”. Ma a delineare meglio tutte le potenzialità del Parco che sarà il “fulcro nel processo di metropolizzazione ” è il presidente Bombino che si sofferma più volte sul “carattere esclusivo dell’Ente visto che Reggio è l’unica città metropolitana a livello internazionale che ingloba al suo interno un’intera area protetta dello Stato”. “Il Parco nazionale è una componente essenziale che noi intendiamo mettere a valore non solo all’interno del disegno della città metropolitana ma, anche, per recuperarne ed esaltarne i suoi significati – continua il presidente Bombino – L’Aspromonte per la città di Reggio è un sistema complesso che svolge una funzione protettiva e produttiva. E si inserisce in quelle nuove traiettorie dell’economia che indicano la green economy, l’agricoltura , l’enogastronomia, le professioni legate all’ambiente, al paesaggio, al recupero e difesa del territorio e alle nuove opportunità per creare occupazione. Tutto questo, è una molteplicità nell’unicità che la città metropolitana deve sviluppare. Con le cessazioni delle funzioni della Provincia, di fatto, il Parco permane l’unico Ente esponenziale all’interno del quale ci sono in essere 37 Comuni che significa un terzo di quelli che sono coinvolti nel processo di metropolizzazione”. Ma il parco, secondo il numero uno dell’Ente, “introduce all’interno della Città metropolitana non solo un’identità, una coscienza comune delle 37 Amministrazioni che stanno già lavorando per un ordine superiore incentrato sulla conservazione della natura, difesa del territorio, degli habitat, degli ecosistemi, ma porta anche l’esperienza che oggi manca di un modello aggregativo che è proiettato verso una pianificazione collettiva. Con gli Enti comunali coinvolti che costituiscono la comunità del parco, vi è un’intesa proficua – conclude Bombino – Stiamo infatti formulando una pianificazione strategica, abbiamo gettato le basi per la redazione di un piano pluriennale, economico e sociale ma soprattutto, non dobbiamo dimenticare che il Parco nazionale è dotato di un piano proprio che punta alla valorizzazione di un’area molto vasta. Tutto ciò, le esperienze e i progetti messi in campo saranno offerti per il processo di metropolizzazione”.
In conclusione sono i docenti dell’Università di Messina e della Mediterranea di Reggio Calabria a delineare le potenzialità e le strategie da attuare. Si è soffermato infatti sui “parchi e città metropolitane: da modello di organizzazione a occasione di sviluppo” il professore di Diritto Commerciale Dario Latella mentre la professoressa Pianificazione e Progettazione Urbanistica Francesca Moraci sulle strategie, innovazioni, infrastrutture materiali e immateriali: l’Aspromonte nodo della rete ecologica metropolitana”. Spetta al professore di Matematica per l’Economia Massimiliano Ferrara trattare la “biodiversità e bioeconomia per un nuovo paradigma di crescita sostenibile in ambito metropolitano”.





