LEGALITA’: A TABULARASA SERGIO CAPUTO RICORDA GLI ANNI ’80
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 15 LUG – La nona serata di Tabularasa – La Frontiera, il contest organizzato da Strill.it a Reggio Calabria, ha avuto come protagonista il cantautore romano Sergio Caputo il quale, tra canzoni ed ironia,
ha appassionato per circa due ore la folta platea della manifestazione. Gli organizzatori, Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, hanno proposto un modo nuovo di approcciarsi alla musica, con un lungo dibattito che è stato, di volta in volta, sottolineato dall’esecuzione, in modalità acustica, di pezzi che, in qualche modo, richiamavano quanto detto. Caputo ha ricordato spesso, durante la riproposizione del suo ‘Sabato Italiano’, l’effervescenza e la giocosità degli Anni Ottanta a lui tanto cari. ”Era bello – ha detto – essere single a Roma in quel periodo. Io, a differenza dei miei amici, uscivo sempre da solo per andare a ‘cuccare’ e tornavo molto spesso ‘accompagnato’. Gli altri uscivano in gruppo e tornavano a casa sempre da soli. Si gozzovigliava e, soprattutto, si tentava di “rimorchiare”. Addirittura c’erano alcuni di noi che non mangiavano nemmeno in giro pur di non sporcarsi i denti”. Un curioso fuori scena è avvenuto quando Caputo, tra un ricordo di vecchi amici e una canzone, ha chiamato al telefono, direttamente dal palco di Tabularasa, l’amico Max Tortora che, grazie alla sua simpatia ed animosità, ha strappato intensi applausi al gremito pubblico. Una platea calorosissima nei confronti di Caputo, incalzato in modo quasi vorace dalle richieste, sotto forma di domande e suggerimenti per pezzi da eseguire da parte degli spettatori desiderosi di averlo ancora a Reggio Calabria.




