Sulla vicenda della riorganizzazione della Protezione civile, i consiglieri regionali Flora Sculo (Cir) Michele Mirabello (Pd) e Vincenzo Pasqua (Oliverio presidente) hanno presentato un ordine del giorno, illustrato in Aula da Flora Sculco, e votato all’unanimità che impegna la Giunta Regionale a predisporre gli opportuni atti perchè venga revocato il Decreto del Dirigente Generale nella parte in cui si sancisce la soppressione delle sedi della protezione civile regionale di Crotone e di Vibo Valentia, ed a presentare in Commissione Ambiente la progettualità circa la riorganizzazione del settore di cui si sta occupano il nuovo dirigente al fine di concertarla insieme, Giunta e Consiglio.
Il tutto fermo restando le competenze in capo al livello tecnico-amministrativo per la razionalizzazione del settore. Ricordiamo che , su proposta del Dirigente della Protezione Civile Regionale, erano stati prodotti due decreti riguardanti il riordino del settore: nel primo, venivano dichiarate in esubero 45 unità lavorative e si stabiliva la soppressione delle Unità Territoriale di Protezione Civile di Crotone e Vibo Valentia annettendone le relative funzione alla Sala Operativa di Catanzaro; nel secondo, si faceva marcia indietro sul personale in esubero ma si rimaneva fermi sul proposito di chiudere i presidi della Protezione civile di Crotone e Vibo Valentia. Sculco e compagni, in aula, hanno evidenziato come tali soppressioni ledessero il diritto dei consiglieri regionali ad essere edotti preventivamente su scelte dal forte impatto sociale sui territori e come queste incidessero fortemente sia sui lavoratori coinvolti ma, soprattutto, sui servizi garantiti al territorio. I Consiglieri hanno anche evidenziato come con tale decisione sarebbero venuti a mancare i livelli minimi di assistenza nel delicato ed importantissimo settore della protezione civile, per i territori provinciali di Crotone e Vibo Valentia che, purtroppo ed in particolare per quanto concerne le calamità naturali, non possono considerarsi isole felici, rilevando che la riorganizzazione funzionale a cura del nuovo direttore Carlo Tansi contrasta con questi decreti, fortemente contestati anche dai lavoratori del settore.






