La minoranza in Consiglio Comunale a Reggio vota a favore dell’atto di indirizzo per le due società in house, ma lo fa, secondo le intenzioni di voto, solo per atto di responsabilità. A parte Massimo Ripepi che si astiene, per le stesse motivazioni che i colleghi illustreranno in aula, senza però farsi venire il succitato senso di responsabilità, gli altri, Da Pasquale Imbalzano a Demetrio Marino, passando per Mary Caracciolo, votano a favore. Questo non toglie che su alcuni aspetti non condividano l’azione della Giunta Falcomatà. Intanto contestano una aggiunta dell’ultima ora sull’atto di indirizzo che riguardava una delega della Giunta per la rimodulazione dei piani industriali. Riescono ad averla vinta sostenendo che certe scelte vanno fatte in sede di consiglio. Passa anche un emendamento della Caracciolo su un articolo che definisce nel miglior modo i criteri di selezione del personale. Altri tre di Maiolino vengono cassati in quando, secondo la maggioranza, già insiti nel testo. Le criticità, secondo l’opposizione, vengono illustrate da Pasquale Imbalzano e ribadite, con modi differenti da Marino.
Per Imbalzano entro tre mesi bisognerà provvedere ad un aumento del capitale sociale delle due società, in quanto, i 250 mila euro di una e i 100 mila dell’altra sarebbero insufficienti alla gestione delle aziende al pagamento degli stipendi Gangemi risponde ricordando che quanto già avvenuto in passato fu solo frutto di malgoverno che non si potrà ripetere. Le società dovranno stare sul mercato e reggersi sulle proprie gambe. I dipendenti dovranno lavorare bene se vorranno far vivere l’azienda che dà loro lavoro. Basta pesare sulle tasche dei cittadini.
Al termine della seduta interviene Ripepi che, oltre ad astenersi e criticare gli atti della maggioranza, attacca Castorina, accusandolo di lavorare per il parlamentare Caputo, indagato per voto di scambio. “Se sei paladino della legalità, gli dice Ripepi, devi dimetterti”. Castorina ribatte accusandolo di utilizzare strumenti religiosi per raggiungere obiettivi poco leciti e a quel punto Ripepi gli si scaglia contro a suon di insulti. E’ stato fermato dai consiglieri di maggioranza e dai vigili urbani, altrimenti non sappiamo come sarebbe andata a finire.
Marina Malara





