Anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ospite negli studi Rai di UnoMattina, esprime la sua analisi sul cancro della ‘ndrangheta e illustra le azioni messe in campo: “La lotta alla criminalità organizzata parte da un lavoro culturale fondamentale. Bisogna liberare le persone dal senso di bisogno e su questo hanno un ruolo le istituzioni che devono dimostrare come stare dalla parte della legalità conviene. Finchè invece rimarrà la percezione che la ‘ndrangheta ti dà lavoro e sicurezza- ha spiegato il sindaco a Franco Di Mare – abbiamo perso tutti. Come amministrazione comunale stiamo per approvare una delibera di giunta con la quale si danno delle misure premiali in termini di accesso agli appalti pubblici e di fiscalità a quelle imprese che denunciano i propri aguzzini e a quelle che, dopo sequestro e confisca, sono in amministrazione giudiziaria. Il nostro Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose soprattutto nelle società partecipate che noi abbiamo trasformato in società in house a capitale interamente pubblico, togliendo il lucro e quindi gli appetiti e stabilizzando i lavoratori”. La lotta si fa anche costruendo nelle strade avamposti di legalità, aggiunge Falcomatà. “Sabato prossimo apriremo un centro civico a disposizione delle associazioni e dei cittadini in un quartiere che è stato simbolo della lotta alla criminalità organizzata, quello di Archi. Questo centro lo intitoliamo a tutte le vittime innocenti di ‘ndrangheta. All’ingresso affiggeremo la famosa frase di Peppino Impastato ‘La mafia è una montagna di merda’. Dobbiamo inoltre trasformare i record in risultati positivi. Penso a quello raggiunto assieme alla Sicilia sul numero di beni confiscati alla criminalità. Noi restituiremo questi beni alla collettività, alle associazioni da un lato e alle famiglie bisognose, arginando l’emergenza abitativa”.
Adriana Musella di Riferimenti da un ruolo fondamentale alla politica pulita che deve fare la propria parte e diventare credibile nei confronti dell’elettorato. “Le associazioni devono lavorare in sinergia con le istituzioni. Dopo tanti di impegno so, ha detto Musella, che la lotta è sempre dura e che spesso si rimane soli. Io non sono calabrese ma sono rimasta in trincea per sfida. Non mi impegno perche qualcuno mi dica “brava” ma perché voglio dare un senso alla mia vita”.
Il Procuratore Lombardo a UnoMattina: “La ‘ndrangheta è un problema politico”






