Bruno Verdiglione è un soggetto portatore di pericolosità sociale, ha detto il Capo Centro Dia di Reggio Calabria, Gaetano Scillia. Pur essendo al momento incensurato, è coinvolto in due vicende giudiziarie denominate “CINQUE STELLE” e “METROPOLIS”, ancora in fase dibattimentale. Nella prima è stato rinviato a giudizio per trasferimento fraudolento di valori, aggravato dal metodo mafioso, nonché per essersi prestato a rivestire in maniera fittizia la titolarità della CONINVEST Srl, società proprietaria dell’Hotel Parco dei Principi sito a Roccella Ionica. Nell’ambito del procedimento penale “METROPOLIS” gli sono stati, invece, contestati i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e di trasferimento fraudolento di valori, anche in questo caso, aggravati dal metodo mafioso. Quest’ultima indagine ha consentito di far luce sulle infiltrazioni della criminalità organizzata dell’alto versante jonico reggino, con particolare riferimento alle cosche AQUINO e MORABITO, nelle attività relative alle edificazioni di rinomati complessi edilizi di natura turistico – alberghiera, realizzati, a partire dall’anno 2005, tramite il contributo di specifiche figure imprenditoriali e professionali. L’odierno provvedimento prende, invece, le mosse da analitiche indagini economico-patrimoniali sviluppate dalla D.I.A. che hanno fatto emergere la vistosa sproporzione tra il patrimonio riconducibile al VERDIGLIONE e la sua capacità reddituale. Nelle foto allegate si possono vedere alcuni degli immobili confiscati, tra cui una villa seicentesca a Roccella Ionica, di notevole interesse storico-artistico, chiamata villa Alicastro, due strutture alberghiere e appartamenti sempre a Roccella Ionica. In conclusione della conferenza stampa il Capo Centro Dia di Reggio Calabria, Gaetano Scillia ha spiegato che questa confisca è l’ultimo atto di una lunga serie di attività poste in essere dal Centro Operativo D.I.A. di Reggio Calabria nei confronti di organizzazioni ‘ndranghetistiche che, nel 2015, hanno portato complessivamente alla confisca di beni per un valore di oltre 415 milioni di euro.
Marina Malara










