La Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha messo sotto inchiesta l’ ex senatore del Pdl, Vincenzo Speziali senior. Come è riportato nell’edizione odierna de “Il Garantista” tutto parte dal fascicolo “Acero-Krupy”, operazione di recente portata a termine dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria. Scorrendo le pagine dei vari faldoni, infatti, si scopre che l’iscrizione di Vincenzo Speziali senior nel registro degli indagati risale al 6 maggio 2013, quindi oltre due anni addietro. L’ipotesi di reato è di quelle pesanti: concorso esterno in associazione mafiosa, con fatti contestati in quel di Marina di Gioisa Jonica, proprio nel periodo in cui avvenne l’iscrizione. Il documento che attesta l’apertura del fascicolo nei confronti dell’ex senatore del centrodestra e uomo politico molto noto in Calabria si ritrova nel faldone 1 bis allegato al decreto di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia reggina ed è a disposizione delle parti processuali. La nota porta la firma dei pubblici ministeri Nicola Gratteri e Paolo Sirleo. Nei confronti di Speziali, inoltre, era stata presentata anche richiesta di emissione di decreto di intercettazione telefonica sia per le sue utenze fisse che per quelle mobili. Già all’epoca dell’esecuzione del fermo di quale settimana era emersa la circostanza secondo cui gli Aquino-Coluccio si erano attivati per fare in modo che fosse “aggiustato” il processo “Crimine” per la posizione di Rocco Aquino, in modo da far dimezzare la condanna a 11 anni riportata in primo grado. Giuseppe Coluccio avrebbe fatto il nome di Vincenzo Speziali come persona da contattare per “sistemare” il secondo grado della maxi-inchiesta che nel luglio del 2010 aveva fatto finire in manette oltre cento persone,dimostrando, anche in via definitiva, l’unitarietà della ‘ndrangheta, principio giuridico ormai assodato. Nel corso di un’intercettazione ambientale Coluccio dice apertamente che loro sono pronti a fare «l’impossibile». «Da parte nostra – afferma – vediamo quello che… lo possiamo servire in tutti i modi… se ci aiuta su questo fatto qua di… di Rocco… ci vendiamo pure l’anima al diavolo… ecco e non ho altro da dire». Tale frase era intercettata nell’abitazione di Antonio Coluccio, alla presenza dello stesso, di Giuseppe Coluccio, Antonio Archinà e Francesco Tavernese. Da sottolineare come lo stesso Giuseppe Coluccio fosse pienamente cosciente della responsabilità penale di Aquino, ma tentasse solo di «limitare i danni». Il presunto tentativo (sempre che sia stato fatto) di “aggiustare” il processo fallisce, visto che Aquino viene condannato in Appello a 9 anni e 6 mesi di carcere. La conversazione risale al 20 febbraio 2013,ed è per questo, alla luce di questi elementi, la Dda ha iscritto nel registro degli indagati l’ex senatore.
Ecco il testo dell’intercettazione inserito nel provvedimento di fermo:
COLUCCIO Giuseppe: Oh, Antò, ma secondo te… secondo te… quello, SPEZIALI quello là…
ARCHINA’ Antonio: quello nazionale
COLUCCIO Giuseppe: come siete con voi?
ARCHINA’ Antonio: con me buoni buoni… buoni… ..inc.. ora dovrei vederlo..inc..
COLUCCIO Giuseppe: questo è uno di quelli che può ..inc.. questo può aggiustare e puo’ guastare, tu lo sai meglio di me queste cose….
TAVERNESE Francesco: per me ..inc.. lo ..inc..
COLUCCIO Giuseppe: e secondo me è lui… che ha questa regia… Non so voi che rapporto avete con questo…
…OMISSIS…
COLUCCIO Giuseppe: secondo me è lui che ha tutta questa regia…ma voi con i rapporti lavorativi sono buoni, buoni, buoni?
ARCHINA’ Antonio: si…






