Teatro Rendano con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, regia Ferdinando Ceriani, compagnia Molière, Teatro Quirino Vittorio Gassman. Nel 1930, durante un esilio volontario a Berlino per assorbire il fermento della cultura tedesca, Luigi Pirandello scrive Questa sera si recita a soggetto. La pièce è una complessa architettura di strutture a incastro in cui la ben nota passione del drammaturgo siciliano per il metateatro arriva a una delle sue vette più alte. La quarta parete viene completamente abbattuta e l’inizio dello spettacolo coincide con un alterco fra gli attori della compagnia, che litigano con il regista su come dover rappresentare il testo da mettere in scena (che una novella dello stesso Pirandello, “Leonora addio!”). Il testo deve essere rappresentato a soggetto, senza un copione predeterminato. Il regista vorrebbe suddividere il racconto in quadri ed episodi, in modo da dare un ordine un ordine e un rigore formale alla struttura dello spettacolo ma gli attori non sono d’accordo. Temono che la rigidità della struttura vada a scapito della loro immedesimazione e dell’intensità dei sentimenti rappresentati, soprattutto in funzione del fatto che la novella di riferimento è una storia di amori e gelosie. Da questi conflitti si sviluppa un gioco di grandi equilibrismi e di raffinatissime trovate metalinguistiche che giocano su questo doppio versante, teso da una parte a svelare la macchina della rappresentazione e il lavoro di costruzione di una messa in scena; dall’altro, di esaltarne le potenzialità evocative ed emotive, l’intensità dell’immedesimazione. Non è un caso che il regista Giuseppe Patroni Griffi l’abbia definito “una partita di scacchi tra Diderot e Stanislavskij”. E che lo stesso Pirandello, in seguito alla prima rappresentazione, avvenuta a Könisberg il 25 gennaio 1930, abbia esclamato esaltato: “Tutto il teatro recita!”, sintesi perfetta di una straordinaria macchina teatrale che, forse, non è altro che un potente affresco della vita, grottesca e drammatica.
Questa nuova versione viene portata in scena con grande gusto sia per la rappresentazione che per il raffinato gioco intellettuale dalla storica coppia della Compagnia Molière: Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini per la regia di Ferdinando Ceriani.




