di Domenico Grillone – “Siamo molto allarmati per alcune notizia apparse sulla stampa”. L’assessore provinciale alla Cultura, Eduardo Lamberti Castronuovo, si riferisce alla mostra annunciata pochi giorni addietro dal sindaco Giuseppe Falcomatà riguardante la collezione dei quadri, alcuni di sicuro valore, confiscati all’imprenditore Campolo. E per essere esposti dapprima alla pinacoteca comunale, poi al castello Aragonese ed adesso al Miramare. “Lo sapete tutti, è da quattro anni che ci battiamo per questi quadri – esordisce l’assessore – esistono documenti inoppugnabili attraverso i quali la magistratura ci incarica di predisporre dei locali idonei, peraltro già predisposti, costati oltre 100mila euro. Soldi pubblici, quindi, serviti per realizzare grate alle finestre, serrature blindate, materiale ignifugo e tutto quello che serve per adeguare un ambiente molto bello, quello del palazzo della Cultura che, come si sa, sarà consegnato alla città metropolitana. Un bene pronto per essere consegnato”. Un “affaire” molto delicato e che dimostra il mancato dialogo tra i due enti, Comune e Provincia. “Come spiego adesso alla gente che si è speso 100mila euro per mettere in sicurezza i quadri se poi andranno in mostra da tutt’altra parte? Avremmo gradito essere avvertiti, innanzitutto. E peraltro i quadri si trovano in città nel caveau della banca d’Italia oserei dire per fatto personale. Perché sono stati dimenticati per tanto tempo a Cosenza e poi abbiamo chiesto al direttore della banca d’Italia che non andassero via da Reggio”. Il rischio, per l’assessore Lamberti, è che il Governo li dia alle varie pinacoteche d’Italia per completare alcune gallerie. “Ci sono quadri di Dalì, De Chirico, quadri di grande valore. E’ evidente che il ministero dei Beni culturali li distribuirà sul territorio nazionale”. “Non ci risulta che le sedi indicate dal Comune – dice ancora Lamberti – possano essere considerate idonee a garantire laa sicurezza delle opere esposte. Ma non solo: perché ricorrere a questi mezzucci di dozzina per sottrarre a un Ente un iter avviato da anni e noto a tutti?”. Oltre a questo, Lamberti pone un’altra questione, quella relativa al teatro Cilea. E, carte alla mano, mostra una copiosa documentazione in cui si evince la richiesta del sindaco Falcomatà per la gestione dello stesso teatro. “Come amministrazione provinciale, dopo una serie di lavori svolti sotto la gestione commissariale, abbiamo dimostrato tutta la nostra disponibilità. Ma non abbiamo avuto alcuna risposta. Siamo stupiti da questo comportamento che non ha nulla a che vedere con la città metropolitana che prima ancora che con le carte e con le leggi si fa con gli uomini”.





