Una maggiore vitalità imprenditoriale sembra anche tradursi in una leggera ripresa dell’occupazione. In base ai dati di fonte Istat, infatti, nel 2014 Reggio Calabria assiste ad un incremento dei posti di lavoro, seppur lieve (pari ad appena mille unità). Del resto, alla luce della dinamica complessiva dell’ultimo decennio, durante il quale i posti di lavoro reggini sono diminuiti complessivamente del 15% (oltre 25mila unità), un’interruzione dell’emorragia appare già come un segnale positivo.
Il modesto incremento del numero degli occupati reggini si riflette, evidentemente, sul tasso di occupazione, che dopo l’incisiva flessione sperimentata nel 2013, nel 2014 rifiata attestandosi al 38,6%, di poco inferiore alla media calabrese (39,3%) ma molto lontano dalla media Paese, in cui l’incidenza degli occupati sulla popolazione in età lavorativa raggiunge il 55,7%.
Contestualmente, la provincia di Reggio Calabria ha conosciuto un marcato calo dei disoccupati (-7,0%), in controtendenza con la dinamica osservata a livello regionale (+7,7%) e in Italia (+5,5%). La flessione delle persone in cerca di occupazione nel territorio reggino, tuttavia, è in parte associabile al fenomeno dello “scoraggiamento”, per il quale le persone, sfiduciate rispetto alla possibilità di trovare un’occupazione, escono dal computo dei disoccupati rinunciando a cercare un posto di lavoro.
Principali indicatori del mercato del lavoro in provincia di Reggio Calabria, in Calabria e in Italia
Anni 2012-2014 (valori percentuali)
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Tasso di attività |
Tasso di occupazione |
Tasso di disoccupazione |
||||||
|
2012 |
2013 |
2014 |
2012 |
2013 |
2014 |
2012 |
2013 |
|
| Reggio Calabria |
48,5 |
48,4 |
48,0 |
40,7 |
38,4 |
38,6 |
15,9 |
20,5 |
| CALABRIA |
51,6 |
50,3 |
51,5 |
41,5 |
38,9 |
39,3 |
19,4 |
22,3 |
| ITALIA |
63,5 |
63,4 |
63,9 |
56,6 |
55,5 |
55,7 |
10,7 |
12,1 |
I timidi segnali di una potenziale inversione di tendenza desumibili dalle informazioni sull’evoluzione del mercato del lavoro reggino durante il 2014, sembrano trovare conferma nelle assunzioni programmate dalle imprese per il primo trimestre del 2015, stimabile in circa 600 nuovi posti di lavoro creati, vale a dire il 7,0% in più rispetto alle previsioni riferite al primo trimestre 2014.
Per il 36,7% dei casi, le assunzioni previste a Reggio Calabria implicano un contratto a tempo determinato, mentre le assunzioni “stabili”, cioè quelle a tempo indeterminato o con un contratto di apprendistato, rappresentano il 63% di quelle complessivamente programmate dalle imprese della provincia.
Considerando le cifre allarmanti sulla disoccupazione giovanile (il tasso di disoccupazione 15-24 anni si attesta al 60,1% a Reggio Calabria, superando di quasi venti punti percentuali il già elevato dato medio nazionale), è di interesse rimarcare il dato sulle assunzioni previste con riferimento ai giovani con meno di 30 anni. A questi le imprese hanno previsto di rivolgere il 29,1% delle assunzioni programmate per i primi tre mesi del 2015. Tenendo conto poi delle assunzioni per cui l’età non è ritenuta un requisito importante e ripartendole proporzionalmente fra le due classi di età (meno di 30 anni e più di 30 anni), si stima che le opportunità per i giovani reggini possano raggiungere il 52,5% delle assunzioni totali.
Si tratta indubbiamente di dati incoraggianti, ma ancora non tali da accertare un’inversione del ciclo economico diffusa e di sufficiente intensità, che richiederebbe, tra l’altro, maggiori investimenti privati e, quindi, un miglioramento delle condizioni di accesso al mercato creditizio. A questo proposito, nonostante la raccolta degli istituti bancari abbia mostrato un aumento non trascurabile (+2,5%), i finanziamenti erogati agli operatori reggini hanno continuato a ridursi, tra l’altro ad un tasso superiore a quello italiano (-3,1% contro il -1,1% medio nazionale).
La stretta creditizia origina anche dal continuo peggioramento della qualità del credito: il valore in euro degli impieghi in sofferenza aumenta di un ulteriore 6,0% in provincia di Reggio Calabria, variazione, comunque, da attribuire esclusivamente ai prestiti delle imprese. Relativamente a queste ultime, infatti, si riscontra una crescita dei prestiti in sofferenza del 10,6%, variazione che in Calabria si ferma al +7,1%, ma che su scala nazionale arriva addirittura al +13,8%. Dal lato delle famiglie, invece, si rileva una contrazione (Reggio Calabria: -8,3%; Calabria:-9,1%; Italia: -1,1%). In ogni caso, emergono dei dati più incoraggianti relativamente al numero di affidati, che segnano, nel 2014, una contrazione significativa in tutte le province calabresi, così come a livello nazionale.
L’indice sintetico di rischiosità, ottenuto dal rapporto tra sofferenze e impieghi, conferma la situazione di maggiore difficoltà della Calabria rispetto al Paese nel suo insieme. A tal riguardo, Reggio Calabria presenta un tasso di insolvenza pari al 17,3%, secondo in regione solo a quello della provincia di Crotone (17,5%), a fronte di un dato medio nazionale del 9,3%. Guardando ai dati settoriali, si evincono particolari criticità sul lato delle imprese, che presentano un rapporto tra sofferenze e impieghi pari addirittura al 32,8%, in peggioramento, peraltro, rispetto al 2013 (era del 29,2%). Per quanto riguarda le famiglie, invece, si rileva un tasso di insolvenza notevolmente più contenuto, pari all’8,7%.
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