L’operazione italiana, si è inserita nella più ampia attività di livello mondiale condotta dalla Dea americana, meglio nota come operazione “Angry Pirate”, svolta contestualmente in diversi Paesi, aventi come denominatore comune i medesimi fornitori e, in alcuni casi, anche gli stessi clienti indagati nel procedimento “Santa Fè”.
L’attività sinergica tra i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di catanzaro e la Dea americana, in collaborazione con la Customs and Border Protection (Cbp) statunitense espletata nell’ambito di specifica attività rogatoriale tra le due autorità giudiziarie, ha consentito di porre in essere, unitamente alle forze di polizia nazionali, una proficua azione di contrasto in varie parti del mondo, tra cui Brasile, Argentina, Repubblica Dominicana, Colombia, Spagna e Montenegro, ove erano radicati o i principali esponenti dell’organizzazione calabrese indagata o ulteriori soggetti ad essi collegati.
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