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Reggio – ‘I tamburi di Luca Scorziello’ per ‘The very sounds made in Sud’

20 Maggio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Reggio – ‘I tamburi di Luca Scorziello’ per ‘The very sounds made in Sud’

IMG_5241 copiadi Domenico Grillone – (foto Marco Costantino) Ci sarà un pezzetto d’Africa, Brasile e Medio Oriente. E non mancherà neppure quel sound mediterraneo così particolare, denso di atmosfere nordafricane, spagnole, un filo arabeggianti che hanno fatto impazzire i curatori di trasmissioni Rai come “Linea Blu” o “Kilimangiaro”, pronti a sonorizzare i loro programmi con le tante chicche presenti nel cd “Mediterranean sounds” che si incastrano perfettamente con le immagini di natura e bellezza di tutto il mondo. IMG_5119 copiaIl progetto discografico “The very sounds made in Sud”, firmato da “I Tamburi di Luca Scorziello”, è tutto questo e altro ancora. Perché il percussionista reggino ha deciso di impreziosire il ritmo dei suoi tamburi con le note di una tastiera, di un basso e per un ensemble di 16 elementi che comprende anche due cantanti. Un lavoro che in fase d’incisione si avvarrà della collaborazione di alcuni musicisti di livello nazionale ed internazionale, rimasti colpiti dall’originalità del progetto. Tredici sono i brani, cantati in inglese, ed i testi sono firmati dallo stesso Luca Scorziello e Umberto Venezia. A firmare le musiche assieme a Scorziello c’è invece il chitarrista Bruno Pugliese, suo vecchio compagno di viaggio in “Mediterranean sounds”. L’uscita è prevista per il prossimo mese di dicembre.11117438_10205305362446564_1183417108_n Ma intanto, con l’estate ormai alle porte, l’imminente “Splash Tour 2015” porterà nelle tante piazze, e con la scenografia più adeguata, la versione teatrale del progetto. Concerti che serviranno, come dice Scorziello al termine di una delle tante prove estenuanti cui è possibile vedere un breve filmato, anche ad affinare l’intesa, i meccanismi, la cura di tutti quei dettagli, e Scorziello in questo senso è un vero e proprio maniaco, per giungere alla fine a quella tanto desiderata sintesi che si trasforma in arte, musicale. “E’ l’ensemble che ho sempre desiderato – dice contento il noto percussionista reggino – con alcuni dei musicisti collaboro da sempre, altri li ho scelti dopo una lunga selezione che ha poi sortito gli effetti sperati. Sono bravissimi e di alta qualità. La nostra sarà una sorta di world music che sposa ritmi africani, brasiliani, medio orientali e che racconta, attraverso i testi, varie storie”. Come quella di “Obadalè, Obadalà” che si dipana attraverso la vita di un ragazzino di dieci anni arrivato con uno dei tanti barconi della speranza, rimasto orfano e poi diventato adulto, ricco banchiere a New York con una trauma irrisolto che lo porta ad urlare davanti a qualunque tipo di folla “Obadalè, Obadalà”, appunto, come se inconsciamente avesse ancora la speranza di incontrare e riconoscere qualcuno della sua famiglia. Oppure la storia di “Petrolio” sul dio danaro e quella di “Risonanza” che invece parla di consumismo. C’è già l’interesse di qualche casa discografica verso il progetto ma Luca Scorziello vuole tenere i piedi bene a terra.IMG_5104 copia “Voglio fare tutto con calma e valutare attentamente le varie proposte. Anche perché devo sentirmi soddisfatto del lavoro che stiamo portando avanti. C’è tutto il tempo per decidere e valutare”. Quel che è certo è che attorno al progetto c’è molto entusiasmo, passione, vissuti in ore e ore di prove in un contesto quasi surreale, come può essere quello di una stazione ferroviaria in disuso, la sede di “Incontriamoci Sempre”, per armonizzare voci, ritmi, intensità, suoni, fraseggi, incisi musicali. Ma, come piace ripetere Luca Scorziello, per affinare anche un’altra arte, quella fantastica dell’incontro tanto celebrata da Vinìcius de Moraes. Il test, quello vero, avverrà nelle tante piazze che quest’estate ospiteranno lo “Splash tour 2015”.

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