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Processo Crimine – Procura generale chiede 350 anni di carcere in appello

12 Maggio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Un secolo di carcere per undici imputati del processo “Vittorio Veneto”

di Angela Panzera –  La Procura generale di Reggio Calabria invoca oltre 300 anni di carcere per i 26 imputati del maxi processo “Crimine” in corso di svolgimento dinanzi la Corte d’Appello di Reggio Calabria, Costa presidente. Questa mattina è terminata infatti, la requisitoria dei sostituti procuratori generali Adriana Fimiani e Antonio De Bernardo impegnati a sostenere l’accusa nel dibattimento culminato nel luglio del 2013 con 24 condanne e 12 assoluzioni. La sentenza fu emessa dal Tribunale di Locri il 19 luglio del 2013 e il Collegio, presieduto da Alfredo Sicuro, dispose le seguenti condanne, per circa 2 secoli di detenzione: Vittorio Barranca 8 anni, Francesco Bonarrigo 12 anni, Giuseppe Bruzzese 9 anni, Giuseppe Caccia 3 anni e 8 mesi, Giuseppe Capasso 2 anni, Michele Capasso 2 anni, Domenico Rocco Cento 9 anni, Antonio Angelo Cianciaruso 8 anni, Antonio Commisso 15 anni, Roberto Commisso 8 anni, Antonio Cuppari 9 anni, Antonio Figliomeni 11 anni, Michele Fiorillo 8 anni, Vincenzo Fleres 2 anni, Antonio Futia 11 anni, Domenico Gangemi 19 anni, Francesco Gattuso 16 anni, Giuseppe Giampaolo 9 anni, Ernesto Mazzaferro 18 anni, Vincenzo Nunnari 2 anni, Nicola Perrotta 2 anni, Mario Giuseppe Stelitano 15 anni, Rocco Bruno Tassone 13 anni. Ad essere assolti sono invece furono Anna Maria Agostino, Franca Agostino, Francesco Agostino, Rocco Agostino, Giuseppe Chiera, Guido Cillo, Carmelo Ferraro, Francesco Marzano, Marzia Mazzaferro, Salvatore Pepè, Giuseppe Siviglia e Giuseppe Velonà. Adesso per molti imputati la Procura Generale ha chiesto al conferma della decisione di primo grado, per molti un sostanziale inasprimento di pena e per altri imputati assolti invece è stata richiesta la condanna. Il procedimento “Crimine” scaturisce dalla maxioperazione del 13 luglio 2010, che ha ricostruito il principio dell’unitarietà della ‘ndrangheta, capace di spingersi oltre i confini regionali e nazionali. Fondamentali, nel corpus accusatorio, le intercettazioni ambientali, captate a casa del boss Giuseppe Pelle, nella lavanderia Ape Green di Siderno di Giuseppe Commisso, “u mastru”, ma, soprattutto, le acquisizioni ottenute nel corso della festa a Polsi, per le celebrazioni in onore della Madonna della Montagna dove, secondo gli inquirenti, ogni anno sarebbero state ratificate le nuove cariche di ‘ndrangheta. Adesso la parola passerà ai difensori. La sentenza del troncone ordinario del processo “Crimine” è attesa per il 10 giugno.

Di seguito le richieste di condanne invocate dai pg Fimiani e De Bernardo:

Barranca Vittorio 18 anni di reclusione

Bonarrigo Francesco 22 anni di reclusione

Bruzzese Giuseppe conferma condanna primo grado

Caccia Giuseppe conferma condanna primo grado

Capasso Michele conferma condanna primo grado

Cento Domenico Rocco 16 anni e 8 mesi di reclusione

Cianciaruso Antonino Angelo conferma condanna primo grado

Commisso Antonio 20 anni di reclusione

Commisso Roberto 13 anni di reclusione

Cuppari Antonio 22 anni di reclusione

Ferraro Carmelo 13 anni di reclusione

Figliomeni Antonio 19 anni di reclusione

Fiorillo Michele 12 anni di reclusione

Fleres Vincenzo conferma condanna primo grado

Futia Antonio conferma condanna primo grado

Gangemi Domenico conferma condanna primo grado

Gattuso Francesco conferma condanna primo grado

Giampaolo Giuseppe 21 anni di reclusione

Marzano Francesco 12 anni di reclusione

Mazzaferro Ernesto conferma condanna primo grado

Nunnari Vincenzo conferma condanna primo grado

Perrotta Nicola conferma condanna primo grado

Siviglia Giuseppe 16 anni di reclusione

Stelitano Mario Giuseppe 26 anni di reclusione

Tassone Rocco Bruno 26 anni e 8 mesi di reclusione

Velonà Giuseppe 12 anni di reclusione

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