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Reggio – Omicidio Vadalà, la Procura chiede l’immediato per Natale Secondo

9 Maggio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Natale Secondo omicidio Vadalà

di Angela Panzera – Il pm reggino Sara Amerio, ha chiesto al gip Antonino Lagagnà il giudizio immediato per Natale Secondo , il reggino di 66 anni, ritenuto responsabile dell’omicidio del cognato Carmelo Pietro Vadalà, di 75 anni, titolare di una ditta di traslochi, perpetrato a Gallina il primo dicembre scorso. Non occorre per la Procura reggina andare dinnanzi al gup, vi è evidenza della prova e quindi l’udienza preliminare non è necessaria. L’omicidio è avvenuto poco dopo mezzogiorno in contrada Cafari a Gallina, alla periferia sud della città. Secondo è stato arrestato dai Carabinieri di Gallina, coordinati dal maresciallo Sebastiano Germanà, dopo poche ore e si trova recluso presso il carcere di Arghillà. Per lui l’accusa formulata dagli inquirenti, è quella di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Il delitto è stato immortalato dalle telecamere di videosorveglianza dello stabile e i filmati sono stati acquisiti dagli inquirenti che hanno quindi visto in moto nitido tutta la scena. Ed è per questo che è stato chiesto, con ogni probabilità, il giudizio immediato. Secondo avrebbe sparato al cognato due colpi di fucile calibro 20 e lo ha centrato alle gambe ed al torace. La figlia della vittima, attirata dalla lite intercorsa fra i due, dal balcone avrebbe visto lo zio uccidere il proprio padre e ai Carabinieri ha confermato tutto. Un omicidio consumato per un banale parcheggio: questo il motivo del gesto commesso presumibilmente da Secondo. Vadalà gli avrebbe occupato senza alcun permesso quel pezzettino di strada che invece, per lui era sua. Era lui il titolare del parcheggio e quel palo messo lì andava tolto subito con ogni mezzo, anche con il sangue. Dalla ricostruzione pare che quella mattina Secondo, dopo l’ennesima lite per quel pezzettino di asfalto, avrebbe attirato il cognato fuori dallo stabile, ma sotto il braccio aveva il suo fucile a cui aveva messo intorno una giacca per non farlo vedere alla vittima. Scoppia la lite, Vadalà si accorge di quel fucile, cerca di levarglielo dalle mani ma non ci riesce è infatti troppo tardi. Partono due colpi e Vadalà muore dopo pochi istanti. A nulla è valsa la corsa in ospedale; le ferite erano talmente gravi che i medici reggini non hanno potuto fare altro che costatarne il decesso. Adesso toccherà al gip Laganà dare o meno l’ok per il giudizio immediato.

Tags: giudizio immediatonatale secondoomicidioprocessotribunaleVadalà
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