In attesa di scoprire quali “passi avanti” il Presidente del Senato abbia visto in Calabria, in occasione della sua partecipazione ad una manifestazione organizzata contro tutte le mafie, nessuna esclusa o rinunciata, ci si pone inevitabilmente qualche interrogativo, dovendosi necessariamente superare il palpabile disorientamento che le dichiarazioni rilasciate dalla seconda carica dello Stato hanno diffusamente suscitato.
Non è chiaro se, medio tempore, il Presidente Grasso si sia accorto che un Partito, il suo, è riuscito nella sovrumana impresa di imporre, qui in Calabria, due figure istituzionali (Presidente del Consiglio Regionale ed Assessore Regionale ai Trasporti) che fanno a pugni con l’estenuante litania della decenza istituzionale recitata dalla stantia, vacua, ipocrita ed opportunistica retorica legalitaria del Partito Democratico e delle associazioni satellitari attorno ad esso gravitanti.
Certamente il Presidente Grasso è al corrente che in terra di Calabria lo Stato ricorre, da qualche anno a questa parte, ad una sistematica ed allarmante sospensione della democrazia, e che ciò avviene grazie all’indiscriminato scioglimento dei civici consessi territoriali, in assenza cioè della consegna di alcun amministratore in vinculis al giudizio dei competenti Tribunali Penali della Repubblica.
Ma siamo noi, Popolo bue di Calabria, ad avere atteso invano dal Presidente Grasso l’annuncio di “passi in avanti” rispetto al remake della legge Pica del nostro tristissimo tempo.
Verosimilmente, sarà al corrente, il Presidente del Senato, solo dei “grandi cambiamenti” prodotti nei primi sei mesi di mandato nella città capoluogo di provincia dalla giovane ed estrosa amministrazione comunale che di disamministra.
E qui il problema non è del Presidente Grasso, ma di chi lo informa omettendo di riferire che a Reggio si vive quotidianamente facendo i conti con l’emergenza sanitaria cagionata da palese ed irreversibile inadeguatezza nel sistema della raccolta dei rifiuti, in uno all’invasione del pieno centro cittadino di eserciti di pasciuti roditori ed, anche, al superamento del limite di accoglienza dei disperati che stanno insanguinando il Mediterraneo, annichilendo, in perversa simultaneità, la naturale ed irrinunciabile vocazione turistica di un territorio che ormai è allo stremo per avere conseguito il primato nazionale sul versante della pressione fiscale.
Al piglio legalitario del Presidente Grasso forse sarà sfuggito come e quanto già sia arduo per gli Italiani, figurarsi per i Calabresi, accedere agli esorbitanti e proibitivi costi della Giustizia ed attenderne gli intollerabili ed indegni tempi di realizzazione.
Ed allora, i “passi avanti” visti dal Presidente Grasso rischiano di apparire una boutade, se non addirittura un’offesa all’intelligenza, posto che le sue dichiarazioni tradiscono solo l’impressione di una acritica, frettolosa e rassegnata adesione alla avanzante dittatura di un ciarlatano fiorentino che procede a “colpi di maggioranza” come fossero l’infinità di supercazzole, slogan e selfie ai quali ci ha abituati per non farci dimenticare che in ogni tragedia emerge puntualmente il lato grottesco.
Il Palazzo continui pure a fare e dire ciò che ritiene: non sarebbe la prima volta; ma sappia, il vuoto potere di questa classe dominante, del più profondo e convinto dissenso dei suoi martiri.
“Passi avanti” per l’appunto.
Ma sull’orlo del baratro!
Oreste Romeo






