di Stefano Perri – L’emergenza migranti investe anche il Consiglio comunale reggino. Un minuto di silenzio stamani per ricordare la tragedia avvenuta nella notte tra sabato e domenica nel Canale di Sicilia che ha provocato la morte di centinaia di migranti a largo delle coste libiche. ”Non possiamo far finta di niente – commenta il capogruppo di Centro Democratico Demetrio Martino – è una tragedia che dovrebbe riguardare tutta l’Europa”.
Una vicenda che tocca da molto vicino anche la città di Reggio Calabria, e non solo dal punto di vista emotivo. A tenere banco negli ultimi giorni infatti è stata la spinosa questione degli arrivi dei migranti programmati da parte del Ministero dell’Interno sulle navi della Marina Militare.
Gli amministratori, Sindaco in testa, hanno sottolineato la necessità di un maggiore supporto da parte del Ministero.
A parlarne in aula, in apertura di seduta, è il capogruppo del Partito Democratico Nino Castorina che ha fortemente criticato la gestione ministeriale della questione migranti. ”Mare Nostrum era stata operazione di garanzia – ha spiegato Castorina – oggi invece dobbiamo riconoscere che l’operazione Triton è da considerarsi fallita. Nel Mediterraneo si sta verificando una delle più gravi tragedie del dopoguerra. E’ necessario intervenire in maniera più incisiva e coordinata”.
Le proposte dell’amministrazione – ”I migranti siano distribuiti in tutta la provincia. Il Comune di Reggio non può da solo supportare l’emergenza con le sue strutture”. A dichiaralo è l’assessore alla Legalità Giovanni Muraca, impegnato personalmente in questi giorni nella gestione dell’emergenza che ha visto coinvolti diversi punti accoglienza in città. Le rimostranze del Comune nei confronti del Ministero, già espresse pubblicamente dallo stesso Sindaco Falcomatà, sono state rilanciate in sede dell’assemblea nazionale dell’Anci. Tanti Comuni italiani, soprattutto quelli con maggiori difficoltà finanziarie, hanno chiesto che il Ministero non sovraccarichi le strutture municipali. La tendenza, da ora in avanti, è quella di coinvolgere i centri delle province, promuovendo un modello di accoglienza, anche emergenziale, diffusa e distribuita sui territori.
Nel frattempo proseguono i contatti tra l’amministrazione reggina e la Prefettura. Non sono previsti nuovi sbarchi nelle prossime ore, ma l’emergenza è solo all’inizio e, dopo l’iniziale improvvisazione, i confronti istituzionali mirano a predisporre un protocollo più stabile e condiviso.





