di Marina Malara – Ritardo sì, ritardo no. L’azione di governo della giunta Oliverio dei primi quattro mesi ci è stata illustrata dai capigruppo consiliari di maggioranza a Palazzo Campanella. Ma non si può negare che il tempo passa e che ancora la squadra degli assessori non è completa. Tutta colpa dello statuto, si sa. Ma quanto tempo ancora dovrà passare? Alla precisa domanda di Strill.it durante la conferenza stampa, la risposta arriva dal capogruppo del Pd Seby Romeo che pacatamente spiega: “ Oliverio deve rispettare la legge ma nello stesso tempo sta chiedendo autorevoli pareri per sapere se possono essere anticipati i tempi. Qualche costituzionalista dice che bastano 60 giorni per dar modo a chi volesse intraprendere un’eventuale azione referendaria di farlo”. Dunque si deduce che la forbice temporale per potere completare la giunta regionale va da un minimo di 60 giorni ad un massimo di 90. Spieghiamo meglio. In questi giorni è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione la seconda lettura dello Statuto che prevede un numero di assessori, anche tutti esterni, fino a un massimo di 7 elementi, compresa la rappresentanza di genere garantita del 30%. E’ stata anche abolita la figura del consigliere “supplente”, introdotta dal centrodestra a fine legislatura e impugnata davanti alla Corte costituzionale dal governo Renzi. Introdotta invece la figura del consigliere “delegato” su materie specifiche, che potrà partecipare alle riunioni di giunta senza ricevere compensi e senza diritto di voto. A questo punto la costituzione prevede che debbano trascorrere altri tre mesi, cioè 90 giorni, per l’indizione di un ipotetico referendum popolare che volesse giudicare questo strumento prima che possa essere attuato. Dunque la legge dice questo. Altri tre mesi prima di poter completare la squadra degli assessori in tutta sicurezza e senza rischi. Seby Romeo spiega che il presidente della giunta regionale sta vagliando se ci siano le possibilità di promulgarla prima, cioè tra due mesi. Ma le cose si complicano, se ha un minimo di concretezza la minaccia lanciata da Wanda Ferro e dal centrodestra in una recente conferenza stampa in merito alla valutazione di opporsi o meno alle modifiche allo Statuto regionale. La cosa si potrebbe fare in due modi: trovando i 7 consiglieri regionali necessari o chiedendo direttamente il parere ai cittadini calabresi con il referendum.






