Sanzioni amministrative per quasi 50mila euro, 520 controlli effettuati a terra, 181 in mare, sequestro amministrativo di 21mila metri di rete da posta, 95 nasse e 300 kg di prodotti ittici più sequestri penali di quasi 5mila Kg di prodotto ittico e 34 notizie di reato. Sono numeri impressionanti quelli prodotti dalla polizia marittima nelle attività di contrasto alla pesca di frodo svolte nell’ambito della Direzione Marittima di Reggio Calabria.
A presentarli stamani presso la sede della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, il Capitano di Vascello Andrea Agostinelli, Direttore Marittimo della Calabria e della Basilicata Tirrenica.
L’operazione, denominata Rostrum, è stata svolta in due tranches tra il 10 e il 17 marzo e tra il 23 e il 31 dello stesso mese. A coordinarla il Reparto Operativo del 5° centro di controllo Area Pesca della Direzione Marittima della Guardia Costiera di Reggio Calabria con il supporto delle ASP, del Reparto aeronavale della Guardia di Finanza e dei mezzi aerei del V Reparto Volo della Polizia di Stato. Un’operazione imponente, che per alcuni specifici interventi è rientrata nella pianificazione del cosiddetto “Focus ‘ndrangheta”, sotto il diretto coordinamento delle Prefetture.
I controlli operativi
L’attività di controllo,svolta con ausilio di mezzi navali e terrestri, impiegati in operazioni sia diurne che notturne, secondo l’ormai collaudato sistema di pattuglie operanti congiuntamente sia via mare che via terra, si è preliminarmente concentrata sulla parte iniziale della filiera ittica, svolgendo controlli ai punti di sbarco che hanno permesso di ispezionare visivamente il pescato presente a bordo, di controllare la regolare tenuta della documentazione prevista dalle norme che regolano la pesca professionale, nonché il lavoro marittimo e la sicurezza della navigazione con conseguente elevazione di verbali amministrativi che regolano anche queste materie.
Le verifiche si sono, poi, concentrate sulla successiva fase della filiera, quella del trasporto del prodotto. I militari hanno proceduto quindi ad effettuare controlli su strada, operando in alcuni controlli in collaborazione con altre Forze di Polizia ed accertando numerosi reati afferenti il cattivo stato di conservazione del prodotto ittico posto in vendita, nonché illeciti amministrativi per violazione delle specifiche norme di settore.
Infine l’attenzione si è spostata sulla parte conclusiva della filiera ittica che conduce il pescato dal venditore al consumatore con numerosi controlli a varie realtà commerciali quali ristoranti, pescherie, supermercati, centri di distribuzione che hanno permesso di rilevare un sostanziale rispetto della normativa di settore, soprattutto quella relativa alle informazioni obbligatorie da rendere al consumatore finale.
Non è stata tralasciata l’attività di repressione di fenomeni tipici del territorio di giurisdizione quali la pesca di specie sottomisura con particolare riferimento al novellame di sarda, il cosiddetto ”bianchetto”, pratica molto diffusa in Calabria, l’attività di pesca realizzata da diportisti con attrezzi non consentiti,nonché l’endemica attività di commercializzazione su strada di specie ittiche da parte di ambulanti abusivi in violazione delle normative sia sulla tracciabilità che igienico-sanitarie”.
Leggi anche:
Approvato il ‘piano regolatore’ per la pesca: pronte deroghe per il novellame
Supereroi contro la pesca illegale. Agostinelli: ‘Grande sinergia in Calabria’
L’idea della Regione: regolare la pesca del novellame e rilanciare l’economia
Le immagini





