Il pubblico ministero di Cosenza, Salvatore Di Maio, ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati del processo sul sangue infetto, che hanno scelto il rito ordinario. Sul banco degli imputati i vertici dell’ospedale di Cosenza. Il procedimento, secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa, ha preso il via lo scorso 9 luglio e vuole fare luce sulla morte, avvenuta nell’estate del 2013, di Cesare Ruffolo, un pensionato di Rende. Ruffolo aveva effettuato una trasfusione, nel Centro trasfusionale dell’Annunziata, con una sacca che poi si e’ scoperto essere contaminata dal batterio letale serratia marcescens. Per la Procura devono essere processati il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Paolo Maria Gangemi, il direttore sanitario aziendale Francesco De Rosa e l’ex direttore dell’Unita’ di immunoematologia dell’Annunziata, Marcello Bossio Marcello Bossio; Salvatore De Paola e Luigi Rizzuto, rispettivamente direttore sanitario e dirigente medico in servizio all’ospedale di San Giovanni in Fiore, Osvaldo Perfetti direttore medico del presidio unico dell’ospedale Annunziata di Cosenza.
Dalle indagini, condotte dai carabinieri del Nas e coordinate dai pm Salvatore Di Maio e Paola Izzo, emerse che un mese prima del decesso di Ruffolo un caso analogo si era verificato ai danni del 37enne Francesco Salvo, che e’ fortunatamente riuscito a sopravvivere alla trasfusione infetta. Nel corso dell’udienza preliminare di questa mattina De Rosa e De Paola hanno rilasciato dichiarazioni spontanee, affermando la loro estraneita’ alla vicenda. Il processo e’ stato aggiornato al prossimo 30 marzo per le arringhe degli avvocati e al 15 aprile quando dovrebbe esserci la decisione del gup.






