Il sindaco di Pianopoli, Gianluca Cuda ed il responsabile dell’ufficio tecnico, Luigi Mercuri, difesi dall’avvocato Italo Reale, sono stati assolti dal Tribunale di Lamezia Terme per la vicenda relativa al depuratore di località Spranico. I due erano stati rinviati a giudizio, per omissione ed abuso in atti di ufficio e per varie contravvenzioni ambientali.
La vicenda iniziò con un sopralluogo dei Carabinieri secondo i quali il depuratore in questione, scaricava nel torrente acque non in regola con la normativa.
A questo seguì anche una indagine relativa alle vasche di fitodepurazione in località Rizzuto, sostanzialmente mai entrate in funzione, non essendo mai attecchite le ninfee che avrebbero dovuto attivare il processo.
All’amministrazione si contestava di non aver preteso il pagamento delle penali per il ritardo di consegna dell’impianto e l’omissione per non essere intervenuti in tempo per evitare l’inquinamento.
Il procedimento stabilito invece, e senza ombra di dubbio, che la difficoltà transitoria di funzionamento dell’impianto di Spranico era collegata alla rottura di una pompa, guasto che era stato immediatamente comunicato alla Provincia, che il ritardo nella sostituzione era conseguenza del periodo in cui era avvenuto l’incidente (metà mese di agosto, con le conseguenti difficoltà di acquisire la nuova fornitura) e che, con l’eccezione dello scarico, non vi erano tracce visibili di inquinamento per tutto il torrente neanche in prossimità del depuratore.
L’Amministrazione, dunque, ha operato correttamente su tutta la linea.
La circostanza, poi, che i tecnici non siano stati in grado di spiegare le ragioni del mancato attecchimento delle piantine che avrebbe dovuto eliminare una fonte di inquinamento già esistente lascia aperto il dubbio di un intervento esterno che provoca il collasso del sistema come nel caso dell’arrivo al depuratore di acque che provocano malfunzionamenti e vere e proprie crisi.





