E’ stato “arrestato a luglio scorso nella zona di Erbil” ed è “detenuto dal dipartimento antiterrorismo della regione autonoma curda”.
La conferma arriva direttamente dal ministro degli Esteri e rappresenta il capolinea della storia di un italiano partito alla volta dell’Iraq per coltivare il sogno di combattere a favore dello Stato Islamico.
35 anni, nato a Reggio Calabria e cresciuto a Bologna, Giampiero F. ha visto naufragare la propria ambizione finendo dentro un carcere in Kurdistan l’estate scorsa.
Partito dallo Stretto, si è convertito all’Islam in Emilia, avvicinadosi a circoli contigui all’integralismo islamico ed al terrorismo.
E’ lì che crea la sua rete di contatti, si sposta in Spagna a Granada e passa per il buco nero della Turchia con l’idea di raggiungere le zone del Califfato.
Comunicava con altri italiani convertiti attraverso il più comune degli strumenti tecnologici.
“È iniziata la mia lotta contro l’Occidente predone”. “Islam libertà per i popoli oppressi”. “Lottiamo fino alla fine per liberare le terre schiacciate dalla violenza occidentale”. Erano solo alcuni dei messaggi che inviava.
Voleva diventare un “jihadista” e lo aveva dichiarato apertamente alle guardia di frontiera presentando un regolare visto. “Una storia strana”, l’ha definita così il presidente della regione autonoma irachena Massud Barzani nel corso di un’intervista quotidiano panarabo al Hayat.






