di Domenico Grillone – Matite in mano, in segno di solidarietà al popolo francese. Inizia così la seduta, lampo, del Consiglio provinciale. Si è trattato di una seduta straordinaria (13 consiglieri presenti) di seconda convocazione per approvare i due punti inseriti all’ordine del giorno: il piano di alienazione e valorizzazione degli immobili provinciali suscettibili di dismissione e la razionalizzazione della rete scolastica provinciale e programmazione dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2015 – 2016.
E se il primo punto viene approvato velocemente, dopo alcune riflessioni su quanto avvenuto in Francia da parte del capogruppo di Fi, Francesco Cananzi, e del consigliere Giovanni Barone, per il secondo si preferisce rimandare l’approvazione in attesa della Conferenza alla quale parteciperanno i dirigenti scolastici ed i sindaci dei Comuni interessati alla rete scolastica. A chiarire meglio di cosa si tratta, a margine della seduta, è il presidente del Consiglio provinciale Antonio Eroi. “Preferiamo aspettare i risultati della Conferenza che si terrà nei prossimi giorni ed in ogni caso si tratta soprattutto di armonizzare le dirigenze e l’offerta formativa”.

Ma la novità di quest’anno si chiama Cpa, Centro permanente per gli adulti. “Si tratta delle famose scuole serali che erano distribuite in diversi plessi scolastici – spiega Eroi – e che adesso invece confluiranno in un’unica scuola provinciale con una apposita dirigenza, creando quindi un ulteriore posto di lavoro. Inoltre si passerà da 7 reggenze a 4 dirigenze scolastiche. Ciò vuol dire ulteriori posti di lavoro. Ed a Reggio abbiamo creato un unico polo tecnico, Piria e Ferraris, recuperando dei locali per la futura formazione professionale. Ma ovviamente aspetteremo di concretizzare tutto questo dopo la Conferenza”.
Sul piano di alienazione ed individuazione degli immobili provinciali suscettibili di alienazione è il capogruppo di Fi a spiegare meglio il significato della delibera che contiene l’elenco dei beni (terreni e fabbricati sparsi per il territorio provinciale per un valore complessivo di oltre 300mila euro). “Sono immobili sottoutilizzati, spesso degradati – evidenzia Cananzi – e nelle ristrettezze economiche si cerca di recuperare risorse per poter fare cassa e quindi, come si legge espressamente nella stessa delibera, per far fronte all’indebitamento o per spese d’investimento”.





