“I ragazzi sono l’oggetto della nostra costante preoccupazione”. Il prefetto Claudio Sammartino si rivolge così ai numerosi dirigenti scolastici intervenuti alla riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, riunitosi questa mattina nel salone degli Stemmi della Prefettura, alla presenza dei diversi rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’Ordine. Una riunione che ha riguardato l’attività di prevenzione e contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e dei fenomeni di bullismo negli istituti scolastici. Temi per i quali il rappresentante di Governo ha illustrato le direttive del ministro dell’Interno che prevedono, tra l’altro, l’istituzione di un’unica utenza telefonica su tutto il territorio nazionale (43002) per segnalare, con un sms gratuito, episodi di spaccio e di bullismo che si potranno verificare all’interno di scuole e nelle immediate adiacenze. Le segnalazioni verranno trattate con modalità protette, nei limiti della vigente normativa. Gli interventi di polizia che seguiranno alle segnalazioni pervenute con l’sms, secondo quanto contenuto nelle linee guida del Ministero dell’Interno, saranno gestiti dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei carabinieri, secondo le modalità previste dal Piano coordinato di controllo del territorio. In particolare, sul bullismo, secondo le linee guida, è opportuno intervenire contro azioni di sistematica prevaricazione o sopruso da parte di un adolescente o di un gruppo nei confronti di un coetaneo, percepito come più debole (vittima) per esercitare potere (soprattutto psicologico) nel contesto sociale dove vivono vittime ed autori. “Di per sé non costituisce reato – si legge nelle note della Prefettura – ma per la violenza che lo connota può sfociare in un reato se il comportamento non viene fermato in tempo”. Il Piano d’azione prevede l’attivazione, per ogni provincia, del numero dedicato alle segnalazioni inviate tramite sms e saranno coinvolti i responsabili degli istituti scolastici, le associazioni di categoria ed il mondo del volontariato. Inoltre l’attività di prevenzione prevede la realizzazione di una rete di sostegno e informazione che coinvolga genitori, studenti, insegnanti, forze di Polizia, le stesse istituzioni, i media, il web e le associazioni.
do.gri





