La Resurrezione di Lazzaro, uno dei più importanti dipinti eseguiti in Sicilia da Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, sarà esposto sino al 25 novembre, al Museo Interdisciplinare
“Maria Accascina” di viale della Libertà, a conclusione di un restauro durato sette mesi all’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro del Ministero per i Beni e le attività Culturali di Roma. La mostra allestita, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, e promossa dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, con il patrocinio del Comune di Messina. La Resurrezione di Lazzaro torna permanentemente a Messina, accanto all’altro capolavoro di Caravaggio: l’Adorazione dei Pastori. La mostra comprende pannelli didattici a cura dei responsabili dell’intervento e si avvale della proiezione di filmati d’epoca e di DVD delle fasi più interessanti del trasporto e dell’intervento. L’opera di grandi dimensioni (cm.380×275) venne eseguita dal Caravaggio, durante la sua permanenza siciliana, fuggiasco dopo l’evasione dal Forte Sant’Angelo a Malta, dove era in attesa di giudizio per i gravissimi fatti criminosi in cui era stato coinvolto a Roma. La Resurrezione di Lazzaro, commissionata dal mercante genovese De Lazzari e destinata all’altare maggiore della chiesa dei padri crociferi, fu dipinta dopo la tela siracusana e consegnata nel giugno del 1609, probabilmente prima dell’Adorazione eseguita per la chiesa dei padri cappuccini, sempre in quegli ultimi tormentati anni dell’esistenza del genio lombardo, conclusasi nel 1610 a Porto Ercole. A conclusione del restauro, che ha avuto una durata di sette mesi, l’opera è stata esposta a Palazzo Braschi sino al 15 luglio, nell’ambito di una mostra esplicativa dell’intervento, considerata uno degli eventi più importanti della Capitale. L’intervento si è avvalso della direzione scientifica di Caterina Di Giacomo, per il Museo Regionale di Messina diretto da Giovanna Bacci, e Daila Radeglia per l’I.S.C.R. diretto da Gisella Capponi e della direzione tecnica di Annamaria Marcone, che ha coordinato l’esecuzione affidata alle restauratrici Carla Zaccheo ed Emanuela Ozino Caligaris.




