Un rinvio al prossimo 18 dicembre. Slitta così la sentenza che metterebbe la parola fine al caso di Lea Garafolo, la testimone di giustizia di Petilia Policastro, uccisa a Milano nel novembre del 2009. Il procuratore generale aveva chiesto che venissero confermate inCassazione le sentenze di secondo grado tutti gli imputati. A maggio del 2013, infatti, La Corte d’Appello di Milano, aveva condannato all’ergastolo per l’omicidio di Lea Garofalo, l’ex convivente, Carlo Cosco, il fratello Vito, Rosario Curcio e Massimo Sabatino e per Carmine Venturino, il collaboratore, aveva stabilito una condanna di 25 anni. La Corte assolse un altro dei fratelli di Carlo Cosco, Giuseppe.
Sparita nel nulla nel 2009 Lea, fu uccisa e il suo corpo bruciato e gettato in un tombino di un magazzino vicino Monza. Il caso trovò la svolta solo dopo la collaborazione di Venturino, ex fidanzato della figlia di Lea, Denise, che indicò il lugo in cui erano le spoglie della donna. Dopo la Corte inflisse sei condanne per il delitto.






