di Clara Varano – “Il comparto costruzioni è al tracollo ed è inutile girarci intorno, non possiamo più parlare di crisi congiunturale, ma di crisi sistemica”. E’ quanto dichiara Francesco Berna, presidente del Collegio regionale dei Costruttori edili Ance, durante una conferenza stampa a Catanzaro.
Un grido d’allarme che l’Ance Calabria rivolge direttamente al futuro governo regionale. “Rappresentiamo – ha proseguito Berna – l’ossatura del tessuto produttivo della nostra regione e proprio per questo è necessario che il nuovo governo, presieduto da Mario Oliverio, conosca le esigenze di un settore dal quale dipende il futuro dell’economia calabrese e si impegni subito a lavorare a quelle emergenze legislative che rischiano di paralizzare il settore”.
Il settore, secondo i dati dell’associazione, ha perso dal 2007 ad oggi il 50% della forza lavoro, ha stimato il fallimento di migliaia di imprese e le compravendite sono passate da 20.000 a 10.000, mentre “parallelamente – ha spiegato Berna – abbiamo assistito al crollo degli investimenti in opere pubbliche di Regione e enti locali, quando invece, il pubblico avrebbe dovuto sostituirsi al privato per aiutarci a far fronte alla crisi” per questi motivi “è urgente e non più differibile il fondamentale apporto della ‘mano pubblica’ necessario per riattivare il circuito economico. La Regione deve, dunque, mettere in campo tutte le sue forze perché se riparte l’edilizia riparte l’economia calabrese”.
Secondo Ance, alcuni provvedimenti devono essere approvati in tempi brevi. Revisione della legge Urbanistica, proroga per il Piano casa in scadenza il 31 dicembre 2014, ma anche proroga dei piani regolatori che scadranno a gennaio, senza i quali ci sarebbe il blocco delle destinazioni d’uso dei terreni ed il conseguente blocco degli investimenti. “Ci sono, poi – ha concluso Berna – le opere incompiute per mancanza di finanziamenti. I fondi Por, che rischiano di essere persi, potrebbero essere spesi per completare queste opere. C’è poi la questione del Nucleo Via per la concessione delle autorizzazioni ambientali, che non si riunisce da due anni e circa duecento pratiche, sia per opere pubbliche che private, sono ferme in attesa di autorizzazione”.
A questo si aggiunge, nel sistema dei pagamenti dei Lavori Pubblici, l’attesa stimata tra gli otto e i dodici mesi, per i pagamenti definiti e fino a 24 mesi per quelli da definire proceduralmente.
Quanto alle soluzioni per fra fronte alla crisi Ance fa riferimento alla “Social Housing”, il comparto delle abitazioni per le fasce più deboli, “per il quale in Calabria ci sono da spendere circa 240 milioni di euro che genererebbero investimenti per 800 milioni di euro, ma anche ai progetti relativi al dissesto idrogeologico, per il quale sono stati stanziati circa 220 milioni di euro per 185 interventi urgenti, ma solo un decimo è stato messo a frutto”.
Legge Regionale sull’edilizia ecosostenibile – Dal 2011 Legge inapplicata
La legge regionale n. 41 del 4/11/2011 così come modificata ed integrata dalla Legge n. 19 del 30/5/2012, non ha mai trovato pratica attuazione, sia per mancanza del regolamento attuativo che per le risorse finanziare da destinare. Si tratta di una norma particolarmente rilevante, concertata con tutte le parti sociali ed economiche, che va incontro alle nuove esigenze della qualità del costruire e di intervento anche sul patrimonio edilizio esistente in una moderna logica di eco compatibilità. Una norma peraltro del tutto coerente con le previsioni del POR 2014/2020 che nella bioedilizia ha individuato una propria specifica smart specialization. E’ pertanto utile che venga attivata ed attuata sull’intero territorio regionale.
POR 2014/2020 – Un Programma che partirà già in ritardo
Il Programma, ancorché licenziato dal Consiglio Regionale nel Luglio scorso, non è stato notificato alla Commissione Europea, in attesa della definizione del tasso di cofinanziamento nazionale da parte del Governo. Questo comporterà uno slittamento della sua approvazione in sede europea che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe avvenire entro Giugno 2015. Naturalmente se fosse stato trasmesso nei tempi utili (come hanno fatto la gran parte delle Regioni, compreso Basilicata e Puglia) probabilmente entro l’anno sarebbe stato approvato. Ciò avrebbe implicato la possibilità di effettuare spesa già dagli inizi del prossimo anno (in coincidenza – con tutta probabilità – dell’insediamento della nuova Giunta regionale). Uno slittamento che farà perdere ulteriore tempo e terreno alla nostra regione. Anche su questo versante è necessaria una accelerazione per consentire di poter spendere le risorse comunitarie più tempestivamente possibile. I contenuti del programma (seppur generali) sono condivisibili ma è indispensabile che, nel più breve tempo possibile, vengano redatte le linee attuative e le specifiche misure di intervento. Accanto all’azione di carattere regionale è indispensabile, altresì, far funzionare la sede della Regione a Bruxelles in considerazione delle numerose opportunità che i Fondi diretti dell’Unione, soprattutto per lo sviluppo urbano (energia, eco quartieri, etc.) possono offrire ai sistemi territoriali locali.





