Quello che emerge ancora dalle indagini che hanno condotto all’odierna operazione nel cosentino, che ha coinvolto la Squadra mobile di Cosenza e il comando operativo dei carabinieri di Paola, è una egemonia totale, gestita, vista l’assenza di Franco Brussese, da Maurizio Rango, nel narcotraffico a Cosenza e dintorni, da parte degli ‘zingari’. Loro gestivano le operazioni di spaccio e anche lo smercio della droga, qualora qualcuno fosse elevato a potenziale spacciatore e/o gestore di una zona. A dirlo, durante la conferenza stampa, il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri ed il procuratore capo della Dda Vincenzo Lombardo. Secondo quanto emerso, infatti, “Rango Maurizio – spiega Bombardieri – era il reggente della cosca dopo aver sposato la nipote di Abbruzzese, da qui l’unione degli Zingari agli altri clan”. Tutte le altre operazioni, come atti incendiari, danneggiamenti con armi da fuoco e percosse, ma anche la compravendita illegale degli alloggi Aterp o la gestione dei parcheggiatori abusivi in occasione di alcune manifestazioni importanti, come ad esempio le partite del Cosenza Calcio, erano gestite dallo stesso Rango personalmente. (LEGGI QUI IL PATTO TRA CLAN).






