di Domenico Grillone –
Chiude il Centro antiviolenza Margherita. Non ha i soldi per pagare l’affitto, luce e telefono. Sarà la prima questione, assieme a quella di dare contenuto e proposta alla “Casa delle Donne”, che sarà presentata dal nutrito gruppo di donne reggine, formato da diverse professioniste e rappresentanti del mondo dell’associazionismo sotto l’insegna de “Le Cittadine”, a tutti i candidati alla poltrona di sindaco, ma soprattutto all’attenzione di tutte quelle candidate, indipendentemente dallo schieramento politico, che potrebbero non avere una compiuta visione di come si costruisce una città a misura di donna. Per la verità l’idea, ma soprattutto l’esigenza, di costruire la città con una visione che comprenda a pieno titolo la realtà femminile è partita il 17 settembre scorso, grazie proprio alle donne de “Le Cittadine”, pronte a confrontarsi e scambiarsi idee ed opinioni su come dare corpo all’idea.
Ed oggi, nel corso del secondo incontro svoltosi nell’aula consiliare della Provincia, sono state lanciate le due questioni da sottoporre alla politica ma soprattutto a tutte le donne della città. “Una bellissima realtà al femminile”, come ama ripetere la promotrice dell’iniziativa Daniela De Blasio, consigliera provinciale di Parità – per dare contenuto e proposta alla ‘Casa delle Donne, un’idea di casa che può accoglierci, accogliere le donne che hanno necessità di incontrarsi e di parlarsi, ma anche uno spazio di servizi che possa progettare e far nascere un centro di ascolto e attrezzato per le nostre iniziative, potrebbe essere un bene confiscato alla mafia, in collaborazione con i centri antiviolenza”. Riguardo la chiusura del centro antiviolenza Margherita, la consigliera di Parità si mostra preoccupata. “Ne resteranno solo due in città e con pochissimi posti letto. Cosa si vuole fare dal momento che l’ultima legge contro la violenza alle donne parla di finanziamenti governativi, che al momento non esistono? Allora chiediamo alle istituzioni locali, in vista delle prossime elezioni, un impegno in questo senso”.
Sull’impegno i candidati a sindaco risponderanno in un secondo momento perché, nonostante l’invito, nessuno si è presentato all’appuntamento. Solo Lucio Dattola, candidato a sindaco per il centrodestra, alla Provincia per partecipare alla presentazione della lista di “Città Futura”, ha mostrato qualche considerazione sulla città a misura di donna. “Una nuova Reggio al femminile è sicuramente una bella Reggio, non solamente perché le donne portano dei messaggi nuovi e propositivi ma perché comunque è giusto e corretto mettere le donne in condizioni di esercitare le loro qualità in tutti i settori, anche perché possono dare quel ‘quid’ in più che. bisogna ammettere, noi maschi non abbiamo”. Per Consuelo Nava di “Progetto per una città (in) differente” è importante adesso confrontarsi per dare forma e sostanza al progetto della Casa delle Donne. “Si potrebbe condividere l’idea anche in una maniera innovativa – sostiene Nava – un luogo di ritrovo per le donne ma non solo per esse e che da quel luogo partano degli stimoli per la città, non solo in tema di diritti per le donne ma anche in tema sociale e culturale. Un luogo che promuova l’essere donna in città”. E sui Centri antiviolenza la necessità, per Nava, che la città entri nella rete nazionale dei centri antiviolenza, “con delle strutture che possano essere di supporto e rappresentare punti di riferimento certi. In questo modo la città non rimarrebbe indietro e potrebbe dimostrare di essere protagonista”.
Nessun passo indietro neanche da parte della presidente della commissione regionale di Parità, Giovanna Cusumano. “Rimarrò ancora un anno presiederla e chiederò un impegno preciso ai candidati a governatore affinchè sposino la causa e che nel loro programma inseriscano l’adozione della proposta di legge di cui sono la relatrice”.






