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Reggio, processo Black Garden: Assolti ex sindaci Crinò e Mazza

30 Settembre 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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crinò

di Angela Panzera –

Finisce con un buco nell’acqua il processo “Black Garden”. La sentenza è stata letta poco fa dai giudici del Tribunale di Locri presieduto da Alfredo Sicuro. Gli assolti sono Pietro Crinò, ex sindaco di Casignana, Massimo La fronte, Stefano Tallariti, Mario Mazza, ex sindaco di Gioiosa Jonica e Savatore Antonio Crinò. Condannati invece a 1 anni e 6 mesi Antonio Giovanni Crinò, Saverio Zoccoli a 1 anno e 9 mesi mentre 4 mesi sono stati comminati a Giorgio Stiriti. Sequestrata l’azienda Zetaemme.  Il Processo ha tentato di fare luce sul presunto traffico illecito di rifiuti nell’ambito dell’inchiesta sulla discarica di Casignana. Per Pietro Crinò il pm Sara Ombra aveva invocato 3 anni di carcere mentre 1 anno per Mazza. Richieste di pena rimaste invane. Per la Procura reggina il Comune di Gioiosa Jonica ha scaricato una montagna di spazzatura nell’impianto senza l’autorizzazione del commissario per l’emergenza ambientale. Le indagini sono state avviate nel 2008. Alla discarica di Casignana, quando imperversavano i temporali, quelle tonnellate di rifiuti nelle vasche diventavano la coperta di percolato che intossicava acque e raccolto.Ma dietro questi rifiuti per l’accusa vi era un sistema fatto di abusi e interessi. L’ex sindaco di Casignana non avrebbe agito secondo le normative. Dalle indagini condotte dai carabinieri di Reggio Calabria e del Noe era emerso che nella discarica infatti, finivano rifiuti non autorizzati dall’Ufficio del commissario per l’emergenza ambientale in Calabria. Inoltre, a causa dell’assenza di recinzioni, bovini ed ovini pascolavano liberamente nella discarica in aree contaminate da percolato. Nelle carte dell’inchiesta era scritto che i soggetti coinvolti: « al fine di conseguire un ingiusto profitto, consistente nel risparmio di denaro dovuto per un corretto smaltimento del percolato, per la ricopertura e la compattazione giornaliera dei rifiuti, nonchè per le opere necessarie per una corretta manutenzione della discarica, venivano attuate diverse operazioni sui rifiuti strumentali a perseguire finalità illecite». Adesso però tutto l’impianto degli inquirenti è stato messo in discussione con queste assoluzioni che sono delle vere e proprie batoste per l’accusa.

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