di Domenico Grillone –
Sale la tensione dello scontro politico a Reggio. La città scopre il clima da campagna elettorale. Dattola, Chizzoniti e Falcomatà a confronto.
Ad alzare subito il livello dello scontro politico, Lucio Dattola, da poche ore candidato ufficiale del centrodestra reggino alle prossime elezioni comunali, non ci pensava nemmeno. Ma ha cominciato ad accarezzare l’idea dopo che nei giorni scorsi l’editore Francesco Arcidiaco, molto vicino alla famiglia Falcomatà, aveva criticato le modalità di un bando della Camera di Commercio, ente diretto dallo stesso Dattola, seminando qualche perplessità sulle modalità dell’istituzione di alcune borse di studio. Insomma, Dattola se l’era legata al dito.
LA POLEMICA – Tanto da cercare subito lo scontro frontale proprio nel corso del suo annuncio che sanciva l’ufficialità della sua discesa in campo come candidato a sindaco del centrodestra reggino. E lo ha fatto con alcune affermazioni poco cortesi nei riguardi di Giuseppe Falcomatà, “se la popolazione reggina dovesse scegliere Falcomatà, vorrebbe dire che alla guida della città vuole un ragazzetto di 31 anni che non ha mai aperto un bilancio”, oppure “non capisco la spavalderia, l’arroganza mentale di chi si propone a fare delle cose che non ha mai fatto”, che avevano fatto in pochi minuti il giro del web scatenando le proteste dei sostenitori del candidato a sindaco del centrosinistra. Nel pomeriggio, pochi minuti prima del confronto organizzato dal Partito repubblicano tra tre candidati (su undici, al momento), e cioè Lucio Dattola, Aurelio Chizzoniti per la lista “Reggio nel Cuore” e lo stesso Falcomatà, il presidente della Camera di commercio conferma al cronista la volontarietà dell’attacco, proprio per rispondere non tanto a Giuseppe Falcomatà ma a chi gli molto vicino, cioè l’editore Franco Arcidiaco, accusato di essere stato lui per primo ad aprire il fuoco. “E’ solo l’inizio, potrei raccontare cose veramente imbarazzanti, ma non è nel mio stile. Ma certo non mi tirerò indietro se il tono rimane a questi livelli”. E già nel suo primo intervento, nel corso del confronto in una piazza Camagna con un pubblico composto da pochi intimi, pur non nominando mai il nome dell’editore, sbotta. “Non ho mai amato le alzate di tono. Oggi le avete lette sui giornali. Sappiate che ho risposto a degli attacchi volgarissimi che qualcuno mi ha portato contro, altrimenti non avrei mai alzato i toni su altri candidati. L’ho fatto oggi, e se mi vengono riproposti altri attacchi mi difenderò in maniera anche forte. Spero invece che questa campagna elettorale sia proiettata verso l’interesse comune, ad esporre delle idee, a parlare di argomenti che poi possono influire per il futuro e non invece attacchi personali, rivolti da personaggi sui quali avrei tante cose da dire”.
SALE LA TENSIONE – Ma le cose da raccontare di questo confronto, oltre ai contenuti del dibattito peraltro svoltosi all’insegna della massima correttezza tra tutti i candidati, sono tante. A partire dalla polemica di Nucara riguardo la volontà espressa qualche giorno addietro dal Procuratore Cafiero de Raho di vigilare sulle liste. “Le liste si fanno sulla base della Costituzione italiana, articolo 49. Se poi qualcuno sbaglia, paga per le sue colpe. Sulle liste non vigila nessuno, vigilano i partiti. Le liste non le fa la Procura. Se poi c’è un errore, come è capitato a me, si paga”. Sulle lamentele giunte dai candidati non invitati al confronto, Nucara si scusa, e dice: “Dieci giorni fa, nel momento in cui si stava perfezionando l’organizzazione del confronto, i candidati erano solo questi”.
LA SANITA’ – Il momento in cui il parlamentare di lungo corso è scivolato sulla classica buccia di banana è stato quando, parlando sui temi della sanità e criticando aspramente tutto il sistema, si è lasciata sfuggire la frase “in Calabria si muore più di sanità che di criminalità”. Apriti cielo. Perché disgraziatamente, per l’esponente dell’edera, nelle prima file stava seduto il primario di ortopedia dei Riuniti, Gaetano Topa, assieme ad altri colleghi. Tutti balzati dalle sedie per inveire contro Nucara, reo di aver offeso la professionalità dell’intera classe medica calabrese. Il confronto adesso si fa serio, i medici protestano e controbattono vigorosamente e nell’aria sibila perfino qualche “vaffa”. A rimettere le cose a posto ci pensa poi l’avvocato Chizzoniti, pompiere di turno, il quale si scusa per l’infelice uscita di Nucara che non voleva riferirsi certo alla singola professionalità dei medici ma alla politica che non li mette in grado di svolgere bene il proprio lavoro per le croniche deficienze di tutto il sistema organizzativo sanitario regionale.
L’ATTACCO A SCOPELLITI… – Prima ancora, bersaglio di Francesco Nucara, ma questa volta voluto, è stato più volte l’ex governatore Giuseppe Scopelliti. “Ha detto che sono vecchio e quindi impossibilitato a candidarmi a sindaco. Gli auguro di arrivare a 74 anni in buona salute come me”. E sull’istituzione della città metropolitana il presidente del partito dell’edera rivendica i suoi meriti. “Si, grazie anche a Scopelliti, ma se non ci fosse stato Nucara in parlamento probabilmente la città metropolitana non ci sarebbe stata. Da buon ‘vecchio’ ho seguito passo passo la vicenda”. Il presidente sembra un fiume in piena e proprio su questa questione rivela anche il fatto che diversi parlamentari reggini non la volevano. E qualche secondo dopo, su altri temi riguardanti la città, arriva la puntuale stoccata verso i commissari prefettizi. “La loro gestione è stata una disgrazia per la città. Il peggior consiglio comunale avrebbe prodotto migliori risultati. Al prefetto Chiusolo non importa niente della città”. Ritorna ancora sull’ex governatore, Francesco Nucara. E rivela di essersi offerto tempo addietro, in maniera del tutto gratuita, per ricoprire la carica di presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte. “Non è stato possibile, hanno mandato un altro, perché probabilmente amico di famiglia. D’altra parte Scopelliti lo ha affermato al Tg1, nei posti di comando mando i miei amici”. E a questo punto a fare da sponda a Nucara interviene Chizzoniti che afferma. “Non potevi mai essere designato alla presidenza dell’Ente Parco perché questa è una scelta strumentale, un parcheggio momentaneo per una proiezione a palazzo san Giorgio, questa è la grande verità”. Non è mancato un simpatico siparietto tra Falcomatà e lo stesso Chizzoniti, presidente della commissione degli esami di abilitazione del candidato a sindaco del centrosinistra. Ed a Falcomatà, dopo aver rivelato questo curioso particolare, Chizzoniti risponde scherzosamente. “con i tempi che corrono domani mattina arriva qualche carabiniere a sequestrare le carte”.
…A CONFINDUSTRIA.. – Anche Chizzoniti non lesina qualche stoccata, questa volta indirizzata al presidente di Confindustria reggina, Andrea Cuzzocrea. “ Ha detto che al Comune serve una persona coraggiosa. Perché io dopo tutto quello che ho fatto (caso Rappoccio, Villa Betania, Fincalabra, ecc, ndr) mi scopro affetto ed afflitto da ‘coniglite’ cronica con acuzie quotidiane. Allora per essere coraggioso dovrei scatenare la terza guerra mondiale?”.
…E ALLA SOGAS – Ma Chizzoniti non si ferma qui ed affonda prepotentemente colpi. “Non vado oltre, per parlare di barcate di soldi che taluni imprenditori hanno intercettato per costruire aziende nel cui contesto qualche megavilla nelle carte risulterebbe essere lo spogliatoio degli operai”. Infine, sempre da Chizzoniti, arriva una bordata contro la Sogas, società di gestione dell’aeroporto, ed in particolare nei riguardi del presidente Porcino. “Nel settembre del 2012 parlava dell’ottenimento della concessione ventennale della gestione dell’aeroporto. Ancora stiamo aspettando. Perché la patologia dell’annuncite non è solo di Matteo Renzi. Tra le altre cose il presidente in carica siccome gli ho detto in un comunicato stampa che lui aveva assunto delle persone, mi ha querelato dicendo che io sono un diffamatore. Perché lui non ha assunto persone alla Sogas spa ma casomai alla Sogas Service. Siamo a livello di urgente bisogno di ristoro neurologico”.






