di Domenico Grillone – Partendo da un’idea progettuale di città metropolitana “che guardi all’area integrata dello stretto”, Aurelio Chizzoniti, candidato a sindaco con la lista “Reggio nel cuore”, illustra nell’aula Commissioni di Palazzo Campanella i punti salienti del suo programma elettorale, precisando innanzitutto che la sua è una candidatura “fuori da apparati, strutture e lobby”. E parte da alcuni punti fondamentali, a cominciare dal rispetto assoluto e l’esaltazione del principio della legalità e della meritocrazia. Punti per i quali “non si fanno sconti o compromessi”. Ma è solo l’introduzione di un lungo ed articolato ragionamento che lo porta a toccare alcuni dei tanti nervi scoperti che in questi ultimi anni hanno afflitto la città. Quello sul bilancio dell’amministrazione comunale, per esempio, strumento giuridico contabile che per l’avvocato Chizzoniti “deve essere adeguato a criteri di assoluta trasparenza e conformità non soltanto formale ma sostanziale”. “Sarà un bilancio prettamente tecnico, ortodosso, nel supremo interesse della popolazione amministrata”, sottolinea l’avvocato annunciando che se dovesse essere eletto affiderà la delega assessorile ad un magistrato della Corte dei Conti in servizio. “Bisogna guardare in faccia la realtà, bandire maialate, sagre e tarantelle che pure hanno una valenza nella storia della città ma sicuramente non devono essere una priorità”. Sulle emergenze Chizzoniti mette al primo posto il lavoro, sottolineando nel contempo tutte le situazioni esplosive che in questo momento attanagliano la città (Sogas, Atam, Multiservizi, Gdm e tutte quelle realtà che si trovano in grande difficoltà). Una grande emergenza per la quale ci sono possibilità di riscatto grazie alle risorse esistenti, a partire dal porto di Gioia Tauro, fino al momento servito “più alla mafia che alla politica”. E poi la Zona franca, ancora sulla carta, la necessità dello sviluppo della portualità, compresa quella della provincia (Saline, Roccella e quello di Villa che secondo Chizzoniti dovrebbe avere anche uno spazio portuale turistico), che potrebbe rivelarsi una risorsa importante. E sul turismo per l’avvocato serve “una visione globale per questa risorsa di eccezionale importanza ed interesse”. Un punto sul quale Chizzoniti chiama in causa la politica calabrese, “incapace negli ultimi 40 anni in ordine alla gestione in chiave turistica di un patrimonio che tutto questo sistema solare ci invidia. E se Sgarbi ha le sue responsabilità per aver detto e fatto alcune cose, la politica non ha responsabilità per il semplice fatto di essere stata colpita da una patologia di persistente e quotidiana afasia perniciosa”. Chizzoniti elenca poi i vari patrimoni artistici e culturali della provincia, la possibilità di un turismo non stop, anche termale, di straordinaria qualità. “Da qui nasce la creazione dei posti di lavoro, dovremmo essere la California della situazione ed invece siamo ancora all’anno zero”. Sempre nel comparto del turismo, l’avvocato Chizzoniti auspica il coinvolgimento dei vari enti, a partire dall’Asso-Alberghi, e poi tour operator, nazionali ed europei, ristoratori e cooperative varie. L’artigianato, i benefici del bergamotto con il suo possibile incremento produttivo e le ricadute economiche, l’aeroporto con il suo potenziale indotto, i trasporti altamente deficitari, tutti punti considerati molto importanti, sono state le altre questioni che Chizzoniti ha preso in considerazione prima di passare ad analizzare i problemi prettamente cittadini. Le note dolenti partono dalla manutenzione, “nessuno ci pensa”, le perenni incompiute, dal canile di Mortara al palazzo di Giustizia, lido comunale, tapis roulant, passando da piazza Garibaldi, “ostaggio di prostitute e delinquenti e che invece va subito recuperata alla legalità”. Se sarà eletto Chizzoniti ha già deciso il suo vice: il già senatore Renato Meduri. “Una vecchia quercia, un uomo sempre a disposizione disinteressata della città, un uomo competente la cui esperienza e saggezza porrà a disposizione della città. “Non ho ancora parlato con lui, ma è una mia idea che spero si realizzi”. Altro tema toccato da Chizzoniti è stato quello delle periferie da recuperare, quello dell’immigrazione, considerata una risorsa. “Non è giusto criminalizzare persone che soffrono, bisogna affrontare il problema con un approccio intriso di umanità, anche se bisogna distinguere tra chi viene qui per delinquere e chi viene per sfuggire a tutta una serie di drammi”. Chizzoniti continua nella sua illustrazione evidenziando la necessità di intensificare i rapporti con le varie Università, una maggiore attenzione ai servizi sociali ed alle famiglie e dichiarandosi favorevole all’istituzione dell’unioni civili di fatto. “Non desidero certo una città omofobica”. Un no deciso, riguardo i problemi dell’ambiente, alla realizzazione della centrale a carbone di Saline. “La spacciano come una conquista, un atto di generosità industriale ma se inseguiamo la vocazione turistica non ci può essere spazio per la sua costruzione”. Nel sottolineare il suo sostegno alle forze dell’Ordine ed alla Magistratura, “un sostegno che mai mancherà”, Chizzoniti conclude con la speranza di intercettare il consenso di tutte le persone libere, sottolineando il fatto di essere in ogni caso aperto ai contributi di tutti. Infine, sulle future alleanze in caso di vittoria, Chizzoniti ricorda gli esempi di governo di diversi sindaci italiani in una situazione politica minoritaria. “Il problema è se poi si riesce a coagulare una convergenza sugli interessi supremi della città. Certo, non ho le possibilità che può avere un candidato organico ad una coalizione ma preferisco pensarla a questo modo. In altre parole, non vorrei essere nei panni del candidato del centrodestra, Lucio Dattola”.






