”Ufficialmente mai convocata” anche se in effetti il documento firmato congiuntamente dal Segretario Regionale Magorno, dai candidati Oliverio e Callipo e dalla vicesegretaria nazionale Serracchiani e diffuso nella mattinata di venerdì parlava di assemblea regionale prevista per il prossimo 2 settembre.
Un appuntamento che sarebbe servito a dare il via al percorso di avvicinamento alle elezioni primarie che, nonostante siano state sancite già in una riunione regionale dello scorso giugno e poi certificate dal documento unitario diffuso venerdì, a questo punto sono tutt’altro che al sicuro.
Quello che appariva come un risultato importante per tutta l’area dei cuperliani, capeggiata dal potenziale candidato Mario Oliverio, sostenitore delle primarie già dalla prima ora, di fatto è messo in discussione dal rinvio, o dalla ”non convocazione”, dell’assemblea prevista per domani. In seno alla Segreteria regionale del Partito in tanti si chiedono se c’è il tempo, nel giro di due settimane, di svolgere le primarie ed immediatamente presentare le liste per le regionali. Il tutto dando per scontato (ma di scontato ad oggi c’è ben poco) che le regionali si tengano, così come apparentemente auspicato da tutti, il prossimo 26 ottobre. Data che a questo punto, è proprio il caso di dirlo, sembra non convenga a nessuna delle forze politiche in campo, con il risultato che – come anticipato stamane da Strill.it – il voto potrebbe subire uno slittamento alla prossima primavera in concomitanza con le regionali emiliane.
IL NOME NUOVO – Nel frattempo i vertici romani e calabresi proseguono gli incontri per tentare di superare l’impasse provocato dal dualismo tra il Sindaco di Pizzo Gianluca Callipo e il Presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio. La via d’uscita proposta dai renziani, che in ogni caso preferirebbero evitare la partita delle primarie, è un nome proposto dal nazionale ed esterno al partito che aiuti a superare le attuali divisioni. Un’ipotesi che non piace per nulla a Oliverio che continua ad insistere per le primarie di coalizione. Ma l’impressione a questo punto è che la guerra esplosa all’interno del partito calabrese sia ancora ben lontana dall’atteso armistizio. E sul terreno – politico, si intende – nei prossimi giorni potrebbe lasciare più di una vittima.
(StePer)






