“I Comuni devono pagare”, è decisamente questo il tono dell’ultima diffida che la Regione Calabria, dipartimento Ambiente, ha inviato a tutte le amministrazioni comunali morose per quel che riguarda gli oneri dei rifiuti. 15 giorni di tempo oppure la Regione incrocerà le braccia e il sistema sarà, nuovamente al tracollo. Il motivo è che non ci sono più soldi. “La spesa media mensile per assicurare il servizio – si legge nel decreto del dipartimento Ambiente della Regione – si attesta sui 7-8 milioni di euro cosicché i 20 milioni di euro stanziati dalla Legge Regionale numero 18/2013 si esaurivano dopo appena tre mesi dallo stanziamento della giunta. Solo l’utilizzo della richiamata contabilità speciale, seppur alimentata con morosa discontinuità dai comuni e con alcune fondamentali partite finanziarie ancora “inattive” (vedi Tec-Veolia), consentiva di assicurare il pagamento dei gestori degli impianti/discariche, scongiurando fermi del sistema regionale, con conseguente accumulo di rifiuti per le vie cittadine”. La contabilità speciale, però, è stata azzerata e questo non consente al dipartimento di poter gestire le risorse, la Regione, da parte sua, non ha soldi, conseguenza non si potranno “esperire tutte le gare per il completamento e la regolarizzazione del sistema tecnologico regionale, programmate, obbligatorie ed improcrastinabili” di cui ha tanto discusso l’assessore Francesco Pugliano. Di conseguenza “vi è la necessità di recuperare i crediti pregressi, afferenti oltre quelli in via di commissariamento, quelli fino al primo semestre 2014, così da poter provvedere per tempo ai pagamenti dei gestori per il servizio reso”. Alla base di tutto “il mancato recepimento dell’emendamento da parte della IV Commissione” che consentiva ai Comuni di pagare fino a dicembre i canoni arretrati. Tra 15 giorni, dunque, ancora estate, ancora agosto, il sistema potrebbe fermarsi con la naturale conseguenza della spazzatura accumulata in strada.






