“Ero convinto che contro la verità ci fosse solo la bugia e invece soffermandomi sul tema del pregiudizio per il mio libro, mi sono reso conto che ci possono essere più verità”. Così Alessandro Russo, autore di Marchiati, sabbiarossa Edizione, introduce la serata dedicata al pregiudizio di Tabularasa, che venerdì scorso ha fatto da ouverture al Calabria Pride di ieri. Russo, spiega come essere calabresi e di Reggio Calabria, fuori venga visto come una sorta di maledizione e che è impossibile, certamente difficile, cercare di convincere chi ha questa opinione radicata del contrario. Ma quella non è una bugia, è solo un’altra verità. Stereotipi costruiti sulla Calabria, studiati perché si creasse una certa opinione pubblica. Al centro della discussione la diversità, degliomosessuali, ma non solo. Anche la diversità del sentirsi ed essere calabresi. Un popolo guardato con sospetto e sdegno il più delle volte. “Qui io sto bene – ha concluso Russo -, ho trovato impossibile, però, spiegarlo ai miei interlocutori che sempre mi chiedono: ‘Ma come fai?'”.






