”Il ricordo lascia il segno”. Una targa commemorativa ed un fusto di alloro piantato al centro di Piazza Castello a Reggio Calabria ricorderanno gli agenti della Polizia Municipale Giuseppe Macheda e Giuseppe Marino, uccisi a Reggio Calabria nell’espletamento del loro dovere, rispettivamente il 28 febbraio 1985 ed il 16 aprile 1993.
E’ l’iniziativa del Coordinamento territoriale di Libera, Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, che oggi pomeriggio si è ritrovato all’ombra del Castello Aragonese di Reggio Calabria, alla presenza del Coordinatore cittadino Francesco Spanò e del regionale Domenico Nasone, per ricordare le due vittime della ‘ndrangheta. Un momento solenne, vissuto alla presenza delle massime autorità civili e militari della città, al quale seguirà l’intitolazione della Caserma della Polizia Municipale ai due agenti uccisi per aver svolto con spirito di servizio il proprio dovere civico e professionale.
E’ stato il Comandante ad interim della Polizia Municipale Domenico Crupi a ricordare la petizione, lanciata dagli stessi agenti e poi abbracciata dall’Associazione Libera, che chiede appunto l’intitolazione della caserma cittadina a Giuseppe Macheda e Giuseppe Marino. Un invito prontamente colto dal Prefetto Gaetano Chiusolo, coordinatore della Commissione Straordinaria, anche lui presente in piazza, che ha assicurato che non appena sarà pervenuta la richiesta ufficiale, sarà immediatamente predisposta la delibera ufficiale per l’intitolazione della Caserma.
Significativa la testimonianza in piazza della responsabile del gruppo familiari delle vittime della ‘ndrangheta Rosa Quattrone. ”La memoria – ha dichiarato – ci consente di recuperare ciò che abbiamo dimenticato rimosso in maniera volontaria. Il nostro compito è quello di essere testimoni di storie come queste, storie di resistenza civica, con l’obiettivo di trasformare un ricordo privato in un’esperienza collettiva”.
In piazza anche il Procuratore della Repubblica Federico Cafiero de Raho. Secondo lui ”la città dovrebbe essere costellata di targhe come quella apposta stasera, perché tutti ricordino questi esempi e diano sempre il massimo impegno. Invece – ha spiegato De Raho – vedo che tanti hanno paura di guardare avanti a sè. Vivere nella solidarietà e nel rispetto delle regole è il minimo che ci chiede la comunità. Stasera siamo un centinaio a celebrare questa commemorazione, speriamo la prossima volta di essere cento mila”.
Di ”impegno della politica al servizio della legalità” ha parlato l’Assessore provinciale Eduardo Lamberti Castronuovo. ”Il nostro compito – ha detto Lamberti – è quello di fare i preti civili, di tentare di convertire la ‘ndrangheta affinché vivere onestamente non sia inutile. E dall’altra parte utilizzare l’arma più potente che abbiamo, quella della cultura, della conoscenza del bello e del pulito”.
(StePer)





