di Clara Varano – “Succede in Calabria – Progetti di innovatori calabresi: è una rete?”. Ecco il titolo del workshop che in queste ore il ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, sta tenendo assieme ad un nucleo di esperti nella sala Giunta del Comune di Lamezia Terme, confrontandosi con i leader di alcuni progetti validi del territorio calabrese.
La domanda posta nel titolo del workshop non è casuale, “ma – spiega il ministro – è un atto di sobrietà, è un invito, una suggestione. Siamo qua perché in molti luoghi della regione Calabria, che non aveva bisogno della crisi per essere in crisi, ci sono molte esperienze di grande rilievo”. Esperienze nate nei modi più diversi, in alcuni casi suscitati dallo stato, in alcuni casi nate dall’azione di privati, in altri nate dall’azione di associazioni laiche o religiose, delle istituzioni o dei presidi del territorio. “È importante che il ministro faccia questo incontro con tutti i partner interessati rispetto a quell’impiego di grandi risorse che dovranno creare il giusto equilibrio – sottolinea Wanda Ferro, presidente Provincia di Catanzaro –. Non soltanto sulla base della qualità dei progetti ma nel raccontare i progetti stessi. Credo che questa volontà nasca dall’idea di nobilitare un percorso che non significhi solo dire abbiamo ricevuto tot risorse, ma comprendere realmente se quelle risorse serviranno a far decollare la Calabria dal punto di vista turistico, culturale ambientale e ovviamente anche economico”.
Lo scopo dell’incontro di oggi è confrontare le esperienze realizzando appunto una rete tra le reti, se questa è presente, e creare networking tra chi validamente ha sostenuto un’idea e l’ha portata avanti fino al successo. Si cerca l’elemento comune che abbia differenziato queste esperienze dalle altre rendendole di successo. L’impegno di questi mesi del ministro e del suo entourage è stato quello di programmare l’utilizzo del fondi comunitari 2014/2020, cambiando, di comune accordo con le Regioni in modo radicale il metodo utilizzato fino ad oggi, per nulla apprezzato, di assegnazione delle risorse provenienti dalla Ue. Ricordiamo tutti la bacchettata dell’Unione Europea, quando nell’Ottobre 2011, che nella famosa lettera di intenti tra le diverse richieste l’euro vertice, in materia di fondi comunitari , invitò l’Italia a riconsiderare in maniera radicale il loro utilizzo. Per questo motivo il ministro Barca ha costruito una metodologia nuova che si chiama “Piano di azione e coesione”.
Sette le innovazioni contenute all’interno di questo documento, facilmente consultabile sul sito del ministro per la Coesione Territoriale. Un metodo messo in pratica e che va solo condiviso soprattutto nei territori. Attraverso questi nuovi metodi chi sarà deputato deciderà o meno se varrà la pena assegnare i fondi a questo o a quel progetto rileggendoli alla luce della chiave metodologica immaginata e predisposta dal ministro, che è principalmente imperniata su un concetto molto chiaro e che fa parte dei sette punti: Risultati attesi. Cosa significa? A partire dal 1 Gennaio 2014, non sarà più assegnato dallo Stato, un euro se non verrà data una risposta esaustiva alla domanda “Qual è il risultato che ti attendi in termini di qualità per i cittadini?”. In sostanza se i progetti presentati non risponderanno positivamente ai sette punti stabiliti dal documento non avranno speranza di essere finanziati pubblicamente. In definitiva bisognerà dimostrare che il risultato atteso dal progetto non è abusato, documentando punto per punto che le azioni che saranno compiute vi condurranno.
“Questa visione di Governo – sottolinea Gianni Speranza, sindaco di Lamezia Terme – è completamente a difesa del Mezzogiorno in una visione europea e costruisce una vera e propria democrazia”.
Il workshop di oggi, prende in esame 10 esempi di progetti calabresi ben riusciti che saranno esaminati alla luce dei sette punti, così da creare contatti tra diverse realtà e da verificare sul campo se il metodo è applicabile concretamente. L’obiettivo è quello di capire se i progetti in esame, riletti alla luce della nuova metodologia mantengano la stessa efficacia territoriale.
“Abbiamo certamente tanti problemi – evidenzia Mario Caligiuri, assessore alla Cultura della Regione –, ma abbiamo anche straordinarie opportunità, tante eccellenze nel territorio che vanno conosciute, promosse e in un certo senso risarcite. La Calabria che studia lavora e ha fede nell’avvenire. La presenza del ministro Barca va proprio in questa direzione. A livello nazionale si è impostato un faro sulla nostra regione con una luce diversa che coglie non solo le ombre, come al solito, che ci sono e vanno rimosse, ma anche le tante luci. Abbiamo tanto e rendere produttivi gli investimenti”.