Riceviamo e pubblichiamo da Roberto Politi, presidente del Tar di Reggio Calabria – Illustrissimo Sig. Presidente, l’iniziativa, assunta dal Governo con decretazione d’urgenza e diffusa con comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, riguardante la soppressione delle Sezioni Staccate dei Tribunali Amministrativi Regionali, segna un inaccettabile allontanamento della risposta di giustizia dal territorio.
Per quanto concerne, in particolare, la situazione della Calabria – e, nel quadro di essa, la progettata soppressione della sede di Reggio Calabria del T.A.R. – non può omettersi di sottoporre alla Sua altissima sensibilità istituzionale l’esigenza di una costante e ancor più assidua ed attenta presenza delle Istituzioni in un ambito territoriale che, notoriamente segnato da gravi fenomeni di criticità criminale, necessita di un perdurante presidio di legalità.
Accanto a tale, fondamentale, elemento di valutazione, vanno anche segnalati i gravi disagi che il diritto di difesa – e, con esso, i cittadini che ne invochino l’esercizio – verrebbe a patire dall’allontanamento della sede di giustizia.
Così come non possono sottacersi le gravi criticità che il personale in servizio presso questa sede giudiziaria, ed ivi residente con le proprie famiglie, dovrebbe affrontare per l’effetto dell’unitaria dislocazione della Giustizia amministrativa regionale presso la sede di Catanzaro (collocata a considerevole distanza da Reggio Calabria).
Se, sotto il profilo dell’esigenza del contenimento dei costi del servizio – Giustizia, la soppressione del T.A.R. di Reggio Calabria verrebbe a coincidere con una inevitabile espansione degli oneri a carico della finanza pubblica (sia per l’abbandono di una sede inserita nel compendio demaniale, sia per gli ingentissimi costi connessi al trasferimento delle dotazioni strumentali e del materiale archivistico), preme tuttavia soprattutto rappresentare alla Sua attenta sensibilità i gusti, in termini non soltanto di immagine, ma di complessiva credibilità delle Istituzioni, che l’abbandono da parte dello Stato, della territorialità della funzione giurisdizionale rischia di arrecare presso la pubblica opinione.
Lo sforzo quotidianamente profuso per la necessaria riaffermazione della legalità verrebbe a subire un gravissimo vulnus, consumato dall’abbandono da parte di una fondamentale istituzione giurisdizionale chiamata a pronunziarsi su controversie aventi immediato impatto civile, sociale ed economico, di una realtà metropolitana così complessa ed al tempo stesso, fragile.
Lo scrivente, nella sua qualità di titolare dell’Ufficio Giudiziario reggino, intende quindi ribadire le ragioni di non condivisione di una scelta non coerente non soltanto con le esigenze di contenimento della spesa pubblica, ma anche con la necessità di riaffermazione della presenza dello Stato sul territorio, che la ritrazione degli organi di giustizia rischia di vanificare, rendendo ben più che meramente paventata l’espansione di realtà – già drammaticamente presenti – che trovano proprio nella lontananza delle Istituzioni fertile terreno di accrescimento della forza intimidativa e criminale che ne connota l’operatività.
Nel ringraziarLa per l’attenzione che vorrà riporre nell’esame della complessa situazione di Reggio Calabria – che la soppressione del Tribunale rischia viepiù di compromettere, privando la Città di un presidio di legalità la cui opera ha riscosso e riscuote unanime apprezzamento – mi permetto conclusivamente di ribadire le ragioni che mi inducono ad esprimere il più fermo dissenso per una iniziativa legislativa suscettibile di privare il capoluogo regino (unico, tra le sedi interessate, ad essere Città Metropolitana) e la sua cittadinanza di un essenziale presidio di legalità e di giustizia, quali fondanti valori di affermazione dei principi costituzionali di convivenza democratica.






