Di seguito nota ricevuta dall’Ufficio stampa: I rappresentanti di alcune delle associazioni, movimenti e partiti politici che lo scorso anno sono stati promotori del Comitato “Ripartiamo dai Servizi Pubblici” si sono riuniti a Reggio Calabria per rilanciare tale progetto e proporre un’idea diversa di gestione della città e delle sue risorse.
Di fronte allo sfascio etico, sociale ed economico della comunità reggina, si ritiene, infatti, necessario sostenere progetti di radicale cambiamento, avviando un confronto con i cittadini, a partire dai quartieri che più hanno sofferto il decennale abbandono della politica, su proposte che davvero rimettano al centro le esigenze della cittadinanza e siano un argine netto agli interessi della criminalità organizzata e al dilagante clientelismo della politica.
Per mettersi alle spalle il disastroso modello Reggio (buco in bilancio, amministrazione sciolta per mafia, mancanza di servizi, tariffe alle stelle, sempre crescente emergenza occupazionale) non è sufficiente cambiare le persone: bisogna modificare in profondità anche i sistemi di gestione della cosa pubblica.
Il primo punto, pertanto, deve essere dotare la nostra città di servizi pubblici, gestiti dal Comune attraverso Aziende speciali o direttamente, con un risparmio certo per le casse comunali e con la garanzia di un maggiore controllo da parte dei cittadini su servizi, costi, gestione. Questo non solo perché in questa drammatica situazione è ora di affermare a gran voce che la manutenzione delle strade, la raccolta della spazzatura, la stessa gestione dei tributi non devono essere l’occasione per l’arricchimento dei privati o, peggio ancora, come nel recente passato, per l’attività di rapina delle cosche, ma anche perché la politica deve tirarsi fuori dal mercato delle assunzioni, delle consulenze, delle clientele.
È necessaria, inoltre, una collettiva assunzione di responsabilità, con precisi impegni, per mettere fine alle pratiche politiche del passato che, sperperando risorse pubbliche, le hanno sottratte al soddisfacimento dei veri bisogni dei cittadini allo scopo di strutturare un rapporto tra politica ed elettorato incentrato sulla concessione di prebende, nomine, promesse di assunzioni in strutture di sottogoverno o in strutture di supporto all’attività degli eletti.
Il dramma vissuto da Reggio in questi ultimi anni (e da tutta la nostra regione, basti pensare allo scandalo infinito rappresentato dai consiglieri regionali calabresi) deve insegnare a tutti che tali pratiche sono ormai intollerabili. Di fronte alla mancanza di lavoro bisogna tornare alla trasparenza, ai concorsi pubblici, all’idea di pari diritti per tutti, contro la pratica delle cordate di amici, di supporters e di collettori di voti che accedono a canali preferenziali, mentre giovani e meno giovani, per quanto preparati, sono ricacciati nella marginalità o costretti ad abbandonare Reggio, senza lavoro, senza possibilità di incidere e senza voce.
Queste prime osservazioni ci spingono a lanciare un appello a tutte le forze sane della città per dare vita ad un’alternativa allo sfascio provocato dal centrodestra e al vuoto di chi crede di potere fare fronte alle emergenze della città unicamente offrendo ai cittadini l’illusione delle primarie.
È l’ora di affrontare a viso aperto i problemi di Reggio e per questo invitiamo tutti i cittadini, le forze politiche, le associazioni e i movimenti a unirsi a noi per discutere delle cose da fare, di un programma di autentico cambiamento che raccolga il meglio delle istanze elaborate dalle associazioni e dai movimenti in questi anni sul territorio, a contatto con la gente e con le loro esigenze, per una Reggio più giusta, libera dalla mafia e dalla cattiva politica.
Nel corso dei prossimi giorni sarà indetta una riunione aperta a tutti gli interessati all’appello, per costituire un coordinamento che getti le basi per un programma comune di netta inversione di rotta.
ALBA
Associazione “La Cosa Pubblica”
Partito dei Comunisti Italiani
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo Sel “Eugenio Musolino”
Circolo Sel “Sandro Pertini”




