“Quando la Politica messinese e tutte le Istituzioni, anche regionali, si toglieranno le bende dagli occhi sulle reali intenzioni della Intermarine per il cantiere navale dell’ex Rodriquez nella zona falcata? Ancora quante infruttuose riunioni dovremo fare senza avere una minima prospettiva di volontà aziendale per il rilancio della cantieristica?”. Dopo l’incontro in Confindustria con l’amministratore delegato di Intermarine Livio Corghi, il segretario generale della Cisl Messina Tonino Genovese e il segretario provinciale della Fim Cisl Antonino Alibrandi non concedono più alibi né giustificazioni. “Sono passati anni dall’arrivo del gruppo Colaninno – sostengono – ma non c’è stata nessuna nuova commessa, nessun nuovo piano industriale, nessun rilancio del cantiere come annunciato da Colaninno il giorno del varo del primo aliscafo per l’Oman. Insomma, nulla di nulla. Ed è stucchevole continuare ad aggrapparsi alla solita scusa della crisi della nautica, una crisi che sembra scritta solo per il cantiere di Messina”.
Nel corso dell’incontro la Cisl ha evidenziato come il primo passo di Intermarine debba essere quello di presentare ai sindacati e alla città “pn Piano industriale credibile e fattibile su cui confrontarsi e costruire il rilancio del cantiere. Con un vero piano industriale siamo disponibili a confrontarci e a supportare il rilancio del cantiere. Ma senza una espressa volontà dell’azienda, non firmiamo cambiali in bianco e continuiamo ad essere pessimisti sul futuro del cantiere”.
Un futuro nero che, per la Cisl, è testimoniato anche dai numeri forniti dalla stessa azienda durante l’incontro di questa mattina. “Non è possibile – affermano Genovese e Alibrandi – che all’interno del cantiere operino, in questo momento, non più di 22 unità. È inimmaginabile che, con il naviglio targato Rodriquez nei mari siciliani, non si riesca a mantenere un minimo di attività di riparazione e manutenzione per un cantiere che in organico ha poco più di 70 unità”.





