Proseguono serrati gli incontri tra i vertici aziendali e le rappresentanze sindacali dei lavoratori Atam. L’appuntamento fissato per la nuova udienza di fronte al Tribunale fallimentare di Reggio Calabria si avvicina ormai inesorabilmente. Il giorno fatidico è quello di giovedì 19 giugno, data in cui si stabilirà una volta per tutte se esiste la sostenibilità economica per salvare dal fallimento l’azienda reggina titolare del servizio di trasporto pubblico.
Già in occasione dell’ultima udienza dello scorso 11 giugno cominciavano a profilarsi i presupposti per il salvataggio dell’Azienda. Ma a non convincere, in quella occasione, erano state proprio le spese relative al personale, che complessivamente rappresentano il 55% delle uscite annuali dell’Atam. Una voce di bilancio che, secondo quanto accordato dai rappresentanti dell’Azienda nell’incontro con i vertici del Comune e poi successivamente in sede di udienza al Tribunale fallimentare, va sensibilmente tagliata.
Ancora in queste ore dunque si lavora per limare gli spigoli alla bozza di tagli predisposta nelle scorse settimane. Realizzata l’internazionalizzazione dei servizi di pulizia, ad oggi si parla di un piano di ridimensionamento del personale che dovrebbe portare complessivamente a 39 esuberi, di cui in possesso dei requisiti pensionistici, 8 in cassa integrazione straordinaria a zero ore e le restanti 28 unità un contratto di solidarietà con la riduzione del monte ore dell’ 0,9%. Riduzioni che coinvolgeranno anche i dirigenti, disposti, secondo la bozza di accordo in corso di discussione, a ridursi lo stipendio di un 10% già a partire dal mese di giugno.
Un piano di rientro sul quale i Sindacati torneranno a riunirsi nella giornata di oggi, tentando di trovare la quadra tra la bozza proposta dall’azienda e le richieste avanzate dai lavoratori. Si tenterà in qualche modo di stemperare la tensione ma è evidente che il futuro dell’Atam dipenderà molto dalle decisioni che verranno assunte nelle prossime ore.
(StePer)





