Martedì prossimo Nicola Piovani sarà a Catanzaro ospite del Gutenberg. L’incontro si terrà alle 18.00 nella Casa delle Culture della Provincia. Al centro del dibatito, a cui prenderanno parte, oltre al maestro Piovani, anche Francesco Prosperetti, il giornalista Francesco Brancatella, Chiara Giordano e lo storico Alessandro Barbero, “L’ultima notte di Scolacium”: una Storia del Basso Medio Evo in un musical teatrale. Una produzione che rientra anche nella rassegna Armonie d’Arte Festival. Una riflessione su questa nuova grande produzione del festival 2014, i suoi temi storici e artistici.
Nota del direttore artistico di Armonied’artefestival, Chiara Giordano
Una produzione particolarissima, di sicura suggestione sotto il profilo spettacolare e narrativo ma anche di grande interesse storico. Un lavoro che vede un cast artistico e tecnico di altissimo profilo, con la partecipazione straordinaria di Gerard Depardieu, le musiche commissionate al premio Oscar Nicola Piovani, la regia poetica e visionaria di Cristina Mazzavillani Muti, le scenografie della Capware di Gaetano Capasso e figli (storica collaborazione con Super Quark di Piero Angela e che ha “ricostruito virtualmente “ Pompei, Ercolano ed i Fori imperiali) solo per citarne alcuni.
Attraverso le nuove tecnologie, le ricostruzioni virtuali e un particolare light e visual design affidato ai“maghi” Vincent Longuemare e Davide Broccoli confidiamo di poter restituire all’occhio del visitatore la maestosa armonica compostezza e la bellezza silenziosa della “signora” del parco Scolacium, quest’abbazia che continua letteralmente ad incantare tutti gli ospiti del festival e del parco la vedremo ricostruita così come era per poi virtualmente ricrollare.
E attraverso una narrazione che oscilla tra la verità dei fatti ed una più libera – ed artistica – interpretazione di quelle vicende e di quei personaggi lontani nel tempo, pensiamo di poter far immergere gli spettatori in una dimensione visionaria e poetica di una storia fatta di racconti testimoniati e di leggenda e che però è stata forse in qualche modo l’ultima pagina, simbolicamente l’ultima notte, di “centralità internazionale” della Calabria che nel medio evo del XII sec. vide un tempo in cui era crocevia politico del mediterraneo, un tempo che segnerà per sempre i destini del Sud Italia.
Una storia d’amore tra personaggi illustri, la fine del sogno di un principe normanno di conquistare l’Impero di Bisanzio partendo dalle coste della Calabria jonica, con l’abbazia muta testimone di un desiderio personale e di un progetto storico che non si sono compiuti, come non si sono compiuti tanti altri possibili percorsi di questa terra.
L’ultima notte di Scolacium rappresenta in definitiva il simbolo di quella ambizione individualista che, al sud, molto spesso determina anche il suo contrario, tramutandosi in sconfitte personali e collettive, in sogni e progettualità disattese.
Eppure la gente del sud continua ad esprimere poesia ed energia, “voluttà” e volontà, e così forse sotto queste pietre e questi ulivi sono sepolti non solo i corpi ma anche i destini di uomini e donne di questa terra, in attesa, però, di una storia nuova.






