Sottoscrito il Contratto Collettivo Decentrato Integrativo (Ccdi), che disciplina l’orario di lavoro e la gestione dei permessi del personale di categoria, per il personale a tempo determinato ed indeterminato. Si è finalmente addivenuto, alla pedissequa piena liquidazione del salario accessorio inerente l’organizzazione del lavoro.
“L’ipotesi sottoscritta – si legge in un comunicato del Csa – prevede la piena erogazione del salario accessorio, nonché l’acconto del 50% sul totale della produttività”.
“Sono state, dal Direttore Generale – continua il comunicato -, brevemente accennate alcune perplessità poste in essere dai revisori dei conti in merito al salario accessorio del personale precario, ovvero che lo stesso dovrà essere riproporzionato all’orario contrattuale, ovvero 18/24 h Tale tesi, decisamente molto fantasiosa, se recepita, provocherà un contenzioso, stante il diritto del personale ad aver erogato l’intero importo per le prestazioni già rese.
Nulla si sa per quanto attiene l’integrazione oraria del personale precario, tranne il fatto che le delibere che dovevano far sì, che per 15 giorni le prestazioni lavorative dei contrattisti, fossero rese su 35h settimanali,sono state restituite dal Ragioniere Generale al Dipartimento Risorse Umane, compresa quella dei vigili urbani che godono di una deroga legislativa chiara che non lascia spazio a interpretazioni, “Rispetto al tetto di spesa” previsto per i contratti a termine, dall’art. 9, comma 28 del DL. 78 e s.s.m.i”.
“Qualora, l’amministrazione, continuerà a rimanere silente in merito alla deroga spettante – conclude la nota – l’attuale stato di agitazione dei lavoratori si trasformerà inevitabilmente in sciopero, la cui proclamazione avverrà lunedì p.v., con formale comunicazione al Sig. Prefetto ed alla commissione di garanzia, tutto cio’ in considerazione anche del fatto che è stato intrapreso un contenzioso per il consolidamento orario a 36 h settimanali, dovuto per norma contrattuale, ma anche in questo caso, l’amministrazione comunale è silente, tranne nel costituirsi in giudizio contro i sacrosanti diritti dei 50 dipendenti”.





