di Cristina Marra – Barcellona si addobba con rose e libri per celebrare la giornata mondiale del Libro e festeggiare il suo patrono san Giorgio. Il 23 aprile nella capitale catalana cara a Manuel Vazquez Montalbàn, Carlos Riuz Zafòn e Alicia Gimenez Bartlett, si regala un libro e si ricambia con una rosa tenuti insieme dal nastro giallo e rosso simbolo dei colori cittadini. La leggenda vuole che dal sangue del drago ucciso da San Giorgio sia fiorito un roseto e nel 1926, un libraio lungimirante, Vicent Clavel i Andrès, istituì la giornata dedicata ai libri. Parole impresse sulla carta e immortali si scambiano con rose delicate e profumate e così, soprattutto le Ramblas, fin dalle prime luci dell’alba, si popolano con i colori ed i profumi di rose e libri e diventano la meta di milioni di persone che compiono il rituale scambio di doni alla presenza di scrittori spagnoli e stranieri. In una sola giornata si vendono oltre venti milioni di libri. Cosa trasmette Barcellona nel giorno del Libro? lo chiedo a Roberto Riccardi, autorevole esponente del noir italiano (“Undercover”, “Venga pure la fine” edizioni e/o) ed habituè della manifestazione spagnola – « essere a Barcellona per la giornata mondiale del Libro è una gioia per gli occhi che si riempiono del rosso dei fiori e dei colori delle copertine, sui libri esposti a ogni angolo di strada »- rivela Riccardi – « ed è una gioia per il cuore, nel vedere i turisti e la città festeggiare le lettere. Barcellona il 23 aprile ha il profumo della carta, sembra lei stessa un romanzo scritto da un autore più grande. Se chiedi a san Giorgio cosa muova tutto questo ti parlerà di Dio. Se lo chiedi ad un pescatore guarderà il mare. Ma non contano le risposte, sono le domande a renderci migliori».
Leggere è compiere un viaggio?
“Un libro è un viaggio. A pensarci è proprio dai libri, a scuola che ho appreso di Colombo e delle sue Caravelle. Senza il suo sogno di aggirare le Indie non avremmo trovato l’America e chissà cosa sarebbe oggi la terra. Guardo il viso del navigatore rivolto al mare, ella statua che apre alla Rambla, e Barcellona mi sembra più mia”.
Roberto che significa per te il 23 aprile a Barcellona?
“San Giorgio è una festa di rose e di libri, nel 23 aprile che vide spegnersi le stelle di Shakespeare e di Cervantes. Da quale giorno comincia il futuro? Spero parta da questo, lungo un sentiero di fiori e di parole. Per costruire nuovi mondi ci vogliono i sogni”.





