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Ma che razza di città è Reggio? Esiste una coscienza del bene comune?

8 Maggio 2014
in Lettere a Strill
Tempo di lettura: 1 minuti
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Ma che razza di città è Reggio? Esiste una coscienza del bene comune?

lettere mano

Riceviamo e pubblichiamo: A parte tutti i problemi della città, economici e organizzativi che siano, ma è proprio possibile che si parla tanto di incremento del turismo, di città metropolitana e poi, nel cuore della città, sul tanto lodato “più bel chilometro d’Italia”, le aiuole  mal(o mai) curate sono ormai il trionfo delle erbacce e dei rifiuti, di bottiglie abbandonate, di resti di rami secchi o pezzi di palma caduti dopo l’ultimo vento di scirocco(2-3 mesi prima) o, addirittura, potate ma non recuperate dagli addetti?
Per non parlare delle scritte sui muri della passeggiata a mare…
Ma le telecamere, che ci stanno a fare? E’ possibile che in una città civile, in una bella piazzetta come quella di S.Anna, le auto si siano appropriate senza alcun problema del marciapiede, diventato ormai una zona di parcheggio selvaggio per residenti, negozianti e, magari, loro clienti. E quello scempio di mattonelle saltate con effetto domino, le auto parcheggiate sulla rampa che porta in chiesa, pronte per la benedizione… ma è così difficile e costoso mettere qualche paletto di ferro a delimitare la zona o alzare(ma di tanto!) il bordo del marciapiede?
Ma che città è questa? E che gente ci vive? Animali? Buzzurri?
O, semplicemente, ignoranti?
Ma controlli se ne fanno?
E in che mani siamo?
Esiste una coscienza del bene comune?
Le associazioni ambientaliste e quelle a tutela della città, ci sono o sono impegnate altrove?
Renderei obbligatorio per tutti uno stage di un paio di giorni in città del centro Europa per imparare a rispettare la propria città, ma forse anche una città del nord Italia potrebbe bastare…

Penso che abbiamo quello che ci meritiamo.
Evviva la città metropolitana!

Maurizio P.

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