
e la scelta del governo Renzi di affidargli il ruolo di sottosegretario ai Trasporti ed Infrastrutture.
Perché? La vicenda è ormai nota a tutti: Gentile-De Rose e censura applicata al quotidiano “L’Ora della Calabria”, che il 19 febbraio non è stato stampato per evitare la pubblicazione di un articolo che parlava del coinvolgimento del figlio del senatore Andrea, nella vicenda Asp di Cosenza.
Ebbene, i rappresentanti del MoVimento 5 Stelle, sono noti per il coraggio e la sfrontatezza senza indugi con cui trattano argomenti di questo genere. Ed è, infatti, propio Paolo Parentela del M5S, sentito da Strill.it, ma supportato anche dagli altri colleghi pentastellati, dopo Aurelio Chizzoniti, proverbialmente opposto a De Rose, il primo politico a dire la sua senza se e senza ma sul presidente di “Fincalabra”. “Umberto De Rose deve lasciare la carica che ricopre. E’ una vergogna che il presidente di Fincalabra, la società finanziaria regionale, che dovrebbe contribuire all’attuazione delle politiche regionali di sviluppo socio economico, sia l’artefice di un gesto come quello di bloccare l’edizione di un giornale intero. Deve dimettersi, specie se si considera anche l’aggravante dei 6mln di euro che deve alla Regione e la pratica di condono ad essi relativa”.
Deve, dunque, dimettersi, per Paolo Parentela, Umberto De Rose e soprattutto deve farlo dopo la divulgazione della registrazione che tutti hanno ascoltato della telefonata fatta con l’editore de “L’Ora della Calabria”, Alfredo Citrigno. “Caccia ‘sta cazz’i notizia sui Gentile”. E’ chiaro De Rose con Citrigno. Ed è altrettanto chiaro quando nonostante le reticenze dell’editore dice “[…] Poi per una notizia da niente (la notizia è quella del coinvolgimento di Andrea Gentile, figlio del senatore nel caso Asp di Cosenza, ndr). […] Gli altri (i giornali, ndr) alla fine non glielo pubblicano … al 100%”. “Così come lo abbiamo detto per Gentile, che deve rinunciare al ruolo da sottosegretario, così è per De Rose – conclude Parentela -. La questione, considerato il suo ruolo istituzionale è ancora più grave”.
Ed è grave sì, perché a pronunciare la frase: “Vale la pena di farti un nemico (De Rose dice a Citrigno, ndr) che poi ferito come un cinghiale a morte…Tu sai come fa un cinghiale quando è ferito? Poi colpisce per ammazzare…” è il presidente di “Fincalabra”…che fa da mediatore per i Gentile, per il senatore Gentile, il cui scalpo è già stato chiesto dal M5S calabrese tra cui Nesci, Morra, Dieni e lo stesso Parentela, che nella nota durissima parlano di “spartizioni dei partiti, che Leonardo Sciascia definiva ‘fratellanze, specie di sette'”, di “banda di potere vecchia, marcia e responsabile dello sfascio delle istituzioni e della conseguente precarietà dei giovani” e, concludono dicendo: “Con suo fratello Pino, Antonio Gentile è in politica da un trentennio, nel quale è sempre stato incollato a poltrone e con piglio famelico, protagonista di una stagione politica fallimentare, fondata su un assistenzialismo esteso e sull’esclusione, nei fatti, della dignità delle persone”.
(Clara Varano)




