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Messina e Don Giovanni D’Austria

26 Gennaio 2010
in Spaziostretto
Tempo di lettura: 3 minuti
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http://lnx.messinaweb.eu/MessinaWebAdmin/wp-content/uploads/2008/06/battaglia-di-lepanto.jpg

di Valeria Scopelliti – http://www.messin.it/ – Messina per la sua posizione strategica ha giocato nel corso dei secoli un ruolo importante nelle varie vicende storiche che hanno radicalmente mutato il corso della storia. La nostra città ad esempio ha avuto il ruolo di porto fondamentale per tutte quelle spedizioni che avevano come meta l’oriente, tra queste ovviamente si possono annoverare anche le crociate. Nonostante la scarsa memoria che caratterizza la città peloritana dobbiamo dire che molti eventi sono ricordati da vari monumenti.

Uno di questi è la statua di Don Giovanni D’Austria situata nell’attuale Piazza dei Catalani a “perenne monito” del ruolo messinese di scalo di partenza di una delle più importanti battaglie navali di tutti i tempi, la battaglia di Lepanto tra la Santa alleanza e il mondo ottomano. Questa battaglia ricordata dai libri di storia come decisiva per aver fermato l’avanzata turca del mediterraneo ha le proprie origini proprio a Messina dove nell’estate del 1571 si riunirono le navi provenienti da mezza Europa con l’unico scopo di sconfiggere i mussulmani e diffondere anche in oriente il messaggio del Papa. Nel porto si ritrovarono così 210 galee sottili, 6 galeazze, 25 navi grosse, 3 galeotte e 50 fra brigantini e fregate, appartenenti al regno delle due Sicilie, al pontefice, alla flotta veneziana, insieme a navi di ventura comandati dal messinese Barone di Ucria. Questa grande flotta dopo l’organizzazione del comando proprio sotto la carismatica figura di Don Giovanni D’Austria parteciperà inoltre alla grande benedizione che il nunzio pontificio farà in cattedrale inaugurando l’anno giubilare ed estendendo l’assoluzione come nelle crociate a tutti i combattenti. Il 16 settembre la flotta parte accompagnata dalle numerose celebrazioni e dalle salve sparate da tutti i forti della città, nell’esultanza della popolazione, che vedeva la battaglia come una crociata per fermare gli infedeli. Gli auspici sembravano buoni per i combattenti che il 7 ottobre 1571 arrivati nelle acque nei pressi di Lepanto si trovarono di fronte alla potente armata musulmana. La battaglia durò 5 lunghissime ore nelle quali si fronteggiarono a colpi di cannone e abbordaggi 180 mila uomini, ma la fortuna sorrise alla lega papale che sotto il vessillo della croce riuscì a battere l’armata ottomana uccidendo anche il suo comandate. Quando l’ 1 novembre la flotta tornò a Messina venne accolta con giubilo dai messinesi e alla diffusione della notizia dell’arresto della temutissima flotta nemica le maggiori città organizzarono feste e messe di ringraziamento tanto da dedicare la giornata alla Madonna del Rosario che venne considerata la protettrice dell’impresa. Non sono chiari gli elementi che hanno portato ad una così importante vittoria per il mondo cristiano ma rimane indubbio l’enorme carisma del comandante della flotta, che nonostante la giovane età riuscì in primo luogo a farsi dare il comando della flotta dal fratellastro, l’imperatore di Spagna, prima nella lotta contro i pirati e successivamente contro la flotta turca e che riuscì soprattutto a mantenere coesione nonostante le navi provenissero da stati diversi. Sono proprio queste le motivazioni che hanno permesso a questo combattente di rimanere nella storia e nei monumenti della città infatti il suo coraggio e la sua determinazione meritano di essere ricordati anche dai giovani che sotto la sua statua passano il loro tempo libero senza dedicare un minimo di attenzione a questo personaggio e senza sapere che con le sue decisioni e il suo agire ha cambiato il corso della storia.

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