Riceviamo e pubblichiamo – Noi personalmente non abbiamo esultato e non esultiamo sullo scioglimento delle Amministrazioni Comunali quando vengono accusate di contiguità o infiltrazioni mafiose per il semplice motivo che l’applicazione della norma colpisce anche la democrazia, generalizza responsabilità, azzera organi eletti, interrompe possibilità di dialogo tra schieramenti e forze politiche diverse, ma bisogna esplicitamente riconoscere che senza la terna Commissariale al Comune e un Prefetto lungimirante e determinato, non vi sarebbero ferme decisioni come quelle profilatisi sulla sconcertante vicenda del Progetto Integrato di Mortara.
Ed è anche importante e giustissimo che , in questa fase, si indichi i tempi entro i quali debba avvenire il trasferimento cercando saggiamente di risolvere, con meno conflitti possibili, una delle vertenze più assurde accadute in Calabria divenuta un caso nazionale .
Certo la decisione , pur necessaria , di trasferire il mercato all’ingrosso in altro Comune del circondario, modifica anche gli orientamenti adottati dalle Amministrazioni Comunali che calibrava gli interventi del Decreto Reggio considerando che la scelta compiuta allora, rappresentava una reale esigenza in un territorio tra i più penalizzati
E, in questa direzione,andava la decisione anche della Società consortile COMARC , adottata nel 1997,di cedere il terreno di sua proprietà mettendolo a disposizione dell’Intero Progetto che prevede: Centro Agro-Alimentare, sede ATAM, Mattatoio , canile con tutto quello che queste strutture accorpate comporterebbero per fornire i servizi necessari alla città e ai produttori, avviare un ordinato sviluppo economico, sociale urbanistico in una parte importante del territorio, creando condizioni nuove per elevare l’occupazione e per l’affermazione della legalità.
Ma domandiamo: trasferitisi nei nuovi locali, chi, quale organismo, gestisce l’attività? C’è un Direttore, personale capace e motivato per lo svolgimento del lavoro?
Pretestuosa e sbagliata la posizione dell’Amministrazione Comunale, guidata allora dal Sindaco Dottor Demetrio Arena, assunta dopo l’occupazione del Centro Agroalimentare, nella prima riunione svoltasi in Prefettura ,presente anche l’allora Capo della Procura di Reggio dottor Pignatone in procinto di partire per Roma per assumere altro impegnativo incarico e presente anche l’ex Procuratore facenti funzioni il quale, secondo le voci diffuse, evidenziava che non poteva esserci abusivismo nell’occupazione del Centro Agricolo-Alimentare perché,in ogni caso , terminato il Centro, i commercianti “ saranno assegnatari “ di un lotto per svolgere l’attività.
Noi in realtà facciamo grande fatica per capire l’illustre Magistrato – verso il quale abbiamo anche rispetto- ma questa sua posizione ci aiuta anche a capire bene, a questo punto, anche quella assunta dal Coordinamento della forze di polizia, dicendo no allo sgombero.
Passava la linea Arena, che aveva prospettato un quadro preoccupante, ove , agendo con rigore, si impediva lo svolgimento di vendita di frutta , tenuto conto che “ l’approvvigionamento riguarda famiglie, ospedali, carceri “e cosi via
A prescindere che una parte dei circa 40 operatori grossisti preferiva e preferisce fornirsi anche direttamente dai produttori, vi sono a poca distanza altri mercati su cui, per un certo periodo di tempo, rapportarsi e rifornirsi, assicurando ai consumatori frutta e ortaggi.
Noi auspichiamo che possa prevalere serietà e saggezza su tutta questa assurda vicenda emblematica del modo come le classi dirigenti – e particolarmente i soci pubblici Regione, Camera Commercio, Comune ma anche qualche piccola cooperativa di categoria, hanno operato- e che si possano realizzare, in tempi brevi , le piccole opere necessarie per realizzare il Centro Agro alimentare e le altre opere pubbliche previste nel Progetto
Demetrio Costantino Presidente CIDS, ex Presidente COMARC




